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Monza, incide Colpani: “L’obiettivo è chiaro. Serve lo scatto mentale”

Il centrocampista biancorosso si è raccontato: “Stroppa mi chiede di essere decisivo. I problemi in trasferta? Dobbiamo riuscire a non farci rimontare. Tifosi, siete uno spettacolo!”

Poesia. Quella che si crea quando si appoggia la puntina del giradischi e si fa partire il vinile. Alla stessa maniera vuole incidere, ma in campo, sinfonie stupende Andrea Colpani. A lui Stroppa chiede il salto definitivo di qualità. Da lui il Monza si aspetta tanto nella rincorsa verso la Serie A partita nel derby. Due gol nelle ultime tre partite e un palo colpito contro il Como. Quattro punti in casa biancorossa.

Il giovane centrocampista cresciuto nel vivaio dell’Atalanta si è raccontato ai nostri microfoni partendo dai primi calci per arrivare alla stagione attuale con il Monza. E nel suo secondo anno da bagai non sembra intenzionato a ricevere altre spiacevoli sorprese. Carico e determinato, dopo il derby cerca con i compagni la continuità.

Vittoria importante e bella contro il Como e posizione buona in classifica: In cosa deve crescere il Monza ora per trovare la continuità?

“Ci siamo complicati la vita dopo un primo tempo quasi perfetto. Dobbiamo riuscire a evitare i cali che rischiano di comprometterci le partite e dobbiamo migliorare ancora sotto porta. I tre gol intanto sono un buon passo in avanti”

Nel derby c’era un’atmosfera bellissima allo U-Power Stadium. Al tuo secondo anno in biancorosso come vivi il rapporto con i tifosi?

“Devo dire che giocare la passata stagione con gli stadi chiusi a causa del Covid è stata dura. Quest’anno è fantastico avere i tifosi in casa e soprattutto quando ci seguono in trasferta. Bellissimo sentirli cantare”

Dopo un avvio di stagione tra mille difficoltà, circola tra campo e spogliatoio la parola Serie A o è diventata un tabù?

“Il nostro obiettivo è chiaro a tutti. Quest’anno ancora di più dello scorso”

Stroppa ti ha portato più avanti, addirittura ad agire da esterno alto. Come ti trovi in questa nuova veste e cosa ti chiede il mister?

“Il mister mi vede sul lato destro per sfruttare il mancino. Da mezzala o esterno è indifferente. Ma più vicino alla porta sono e meglio è”

Stroppa ora chiede i numeri per dimostrare che sei un calciatore in grado di fare la differenza. Te hai risposto con due gol nelle ultime tre partite. Può essere la stagione della consacrazione?

“Sì, è vero. Mi dice sempre che devo essere incisivo o non farò mai il salto di qualità. Condivido questa visione. Se voglio che questo sia l’anno della mia consacrazione devo decidere le partite. Tre partite con due gol sono un buon traguardo. Ora devo continuare così con reti e assist”

Rispetto alla passata stagione stai mostrando una crescita esponenziale. Più dentro la partita, più incisivo e sempre tra i migliori in campo. E’ solo una questione di ruolo?

“Non credo sia una questo il punto per quanto mi trovo meglio a destra. Ad essere cambiata è la mentalità. Il mister mi sta dando in fiducia e in campo riesco a fare cose che prima non mi venivano”

In casa siete la seconda squadra del campionato per rendimento. In trasferta invece non avete mai vinto. Ti sei dato una spiegazione?

“Non so dire il perché. Quello che è certo è che dobbiamo sicuramente crescere nella mentalità e non farci rimontare quando andiamo in vantaggio”

Hai fatto parte di un gruppo fortissimo a Bergamo, quello dei ’99, con cui hai vinto un Campionato Allievi e due titoli Primavera. Cosa si provava a far parte di uno dei migliori gruppi del calcio giovanile italiano dell’ultimo decennio?

“Quell’annata nell’Atalanta penso sia una delle più forte degli ultimi dieci anni. La dimostrazione è che la maggior parte dei ragazzi di quella squadra ora gioca a calcio tra i pro. Abbiamo fatto un percorso bellissimo partendo praticamente dai primi calci per arrivare in Primavera con 6/7 che ci sono sempre stati. Eravamo diventati come dei fratelli”.

A un certo punto l’Atalanta, ai tempi degli Allievi Regionali, ti ha ceduto in prestito alla Feralpi Salò, salvo poi richiamarti alla base l’anno dopo. Come hai vissuto quel momento? Hai temuto di aver, in qualche modo, perso il treno per il grande calcio?

“No, anzi. Quel prestito mi ha fatto bene perché mi ha permesso di guadagnare fiducia. Il prestito è stata una decisione mia. Mi avevano chiesto se volevo rimanere e rischiare di non giocare o provare un’esperienza altrove. Là ho incontrato mister Diana che mi ha aiutato molto a crescere e lo ringrazierò sempre”

Qual è il tuo sogno da calciatore ed il tuo obiettivo a medio termine? Inoltre, per finire, qual è il calciatore che ti ha ispirato da bambino?

“L’obiettivo a medio termine è andare in Serie A con il Monza e rimanerci, il sogno è arrivare nella Nazionale maggiore. Da piccolo mi sono sempre ispirato a Iniesta”

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