Per dire: magari adesso Juric batte il Lecce e la Lazio, si rimette in corsa per l’Europa, magari poi vince anche il derby (al Toro non capita da 9 anni: ci han già provato 6 allenatori), infine va a giocarsi il tutto per tutto contro Milan e Atalanta nelle ultime due giornate di maggio. Può ancora essere tutto, pur se l’indice delle probabilità è ben diverso da quello delle possibilità. Scrive Tuttosport.
Intanto Ivan continua a guardarsi attorno. E il West Bromwich (B inglese) lo mette concretamente nel mirino. Volete che da un mese e mezzo Cairo e Vagnati non abbiano più parlato di allenatori e che il dt sia stato impermeabile alle opportunità di discussione con agenti e intermediari durante il mercato invernale? E in questi giorni? Tra la bufera Juric-tifosi (e quel suo: «resto solo se vado in Europa») e la doppia mazzata con Salernitana e Sassuolo? Il casting entra nel vivo, insomma.
Certo, Cairo si augura che Juric tenga viva la rimonta per l’Europa (in ogni caso farebbe comodo a tutti), ma bisogna essere anche realistici e non solo speranzosi. Tanto più se un rapporto appare logoro sotto vari aspetti, nonché depauperato di motivazioni.
Cairo non vuole forzare i tempi, affrettare una decisione così strategica e fondamentale. Però di qui a un mese e mezzo al massimo le scelte dovranno essere indirizzate. Le partite per gli allenatori, per via dell’effetto domino, entrano nel vivo da aprile. Bisogna saper arrivarci con idee arate: obiettivi primari, alternative di valore.
Il Torino, per esempio, effettuerà un nuovo tentativo per Igor Tudor, 45 anni, ex Verona dopo Juric (fece perfino meglio di Ivan), poi l’impresa a Marsiglia in una mezza polveriera (3° posto e addio per scelta: 2023). Croato come Juric, ma con visioni e atteggiamenti differenti. In autunno era una chimera: i segnali erano di un allenatore libero di scegliere, con ambizioni, progetti e stipendi da Champions. Un tentativo il dt lo rifarà di certo: molto più concreto, a questo punto.
E non ci stupiremmo nemmeno se fosse Cairo a chiamarlo a sorpresa, per vedere l’effetto che fa. Ma i vertici granata seguono pure Raffaele Palladino, giovanissimo (39 anni), dal ’22 in ascesa col Monza. Intriga, però attorno a Raffaele vengono diffuse ambizioni già extra-large. In Brianza è in scadenza: aspetterà con interesse l’effetto domino.
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Se devo dire un nome, ammesso che Palladino non resti, io se potessi punterei forte su Gasperini. Con lui la Dea e’ diventata una squadra da primissime posizioni. Poche squadre hanno un gioco spumeggiante come l’Atalanta.
buon viaggio!!
Uno scambio che farei, Juric al Monza non mi dispiacerebbe