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Monza serve la svolta per dare credito a spese ed ambizioni

Il quotidiano di Torino fa il punto sulle due big deluse che si affronteranno domenica al Tardini

E’ la settimana più lunga. Quella in cui entrambe cercheranno di convincersi che non è vero si tratti dell’ultima spiaggia, che il campionato è lungo, che c’è ancora tempo per recuperare, ma la verità è che Parma-Monza è match che non si può sbagliare. Scrive Tuttosport.

Le regine del mercato, le poche che hanno deciso di spendere ancora qualcosa per acquistare i cartellini dei giocatori anziché andare solo sui parametri zero, si ritrovano malinconicamente a metà classifica con 9 punti in 7 giornate. A -10 dalla vetta e a -6 dal secondo posto che porta in Serie A senza dover ricorrere ai play off. Due vittorie, tre pareggi e già due sconfitte.

Solo 7 gol per l’attacco del Monza (peggio ha fatto unicamente il Pordenone con 4, che è però anche ultimo in classifica), già 10 gol subiti dal Parma (solo il Brescia con 12 ha fatto peggio nelle prime 14 della classifica). Numeri da sistemare, ma anche il gioco va migliorato.
Due squadre così ambiziose non possono continuare così.

Il Parma ha il valore più alto della rosa: 78,43 milioni di euro, il Monza è la prima inseguitrice con con 50,18. Per capire ulteriormente il senso del dato basti pensare che il Brescia, terza in questa speciale classifica, è decisamente staccato con 37,48 milioni di euro di valore della rosa. In tre fanno 165 milioni su un totale di 453 dell’intero campionato (fonte Transfermarkt).
A Parma e Monza serve la svolta per dare credito a spese ed ambizioni. Domenica alle 17 al Tardini è sfida ad alta tensione.

Adriano Galliani ha già fatto una capatina al campo per rincuorare la squadra e soprattutto Stroppa, la cui panchina è già stata messa in discussione da più di un addetto ai lavori. Normale: è la legge del calcio. Ma è così anche per Maresca . Anzi, a maggior ragione per lui che non ha il vissuto del collega, uno che con già due campionati di Serie B vinti (Pescara e Crotone) può quantomeno vantare un credito, oltre ad essere uomo di Berlusconi dai tempi del Milan.

L’ex centrocampista della Juventus, l’uomo che fece infuriare i tifosi granata con un’esultanza irrispettosa dopo un gol nel derby, si porta appresso l’etichetta di “guardiolino”, ma è solo con i risultati che un allenatore dimostra di saper mettere in pratica la teoria di un calcio fatto di possesso, dominio, spettacolo.

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