La promozione del Monza in Serie A non è arrivata per caso, ma una componente fondamentale è stata la guida di Paolo Bianco, con equilibrio e lucidità anche nei momenti più complessi della stagione. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Bianco ha raccontato come la gestione del gruppo sia stata la chiave del successo: dalla costruzione dell’identità della squadra alla capacità di trasformare le pressioni in energia positiva, fino alla valorizzazione dei singoli giocatori.
Gestione
Un passaggio fondamentale della stagione è stato rappresentato dalla sconfitta di Mantova nelle ultime giornate della regular season. Quel match aveva spento la possibilità di una promozione diretta, generando tensione e dubbi nello spogliatoio. Bianco ha però letto l’episodio non come un crollo, ma come un passaggio cruciale: “Se venerdì ho temuto di rivivere le sensazioni di Mantova? No, anche se gli episodi in certe partite fanno la differenza. Dopo Mantova mi sono fatto tante domande. Non ho capito perché una squadra con tali potenzialità non abbia vinto la partita decisiva”. Bianco spiega che “la pressione è caduta tutta sui giocatori e a qualcuno ha fatto comodo, ma abbiamo accettato la sconfitta e nei playoff siamo stati bravissimi”.
Lavoro
Il vero lavoro di Bianco si è visto nella gestione quotidiana del gruppo, soprattutto nei momenti instabili. Il tecnico ha insistito su pazienza, ascolto e gestione delle dinamiche interne, ricompattando la squadra e riportandola su livelli competitivi elevati: “Il primo giorno bellissimo, quelli subito dopo molto complicati. Non c’era più la proprietà che aveva scelto i giocatori, che si sono sentiti spaesati e volevano cambiare squadra. Ho avuto pazienza, li dovevo solo aspettare”.
Bianco ha anche evidenziato l’importanza di creare una cultura condivisa: “Se un giocatore ha motivazioni diverse, non può fare parte di un gruppo. Abbiamo mandato in gol 20 giocatori, vuol dire che il gruppo c’è: chi non ci sta va a casa”.
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Il gruppo c’è….e’ un allenatore con la A maiuscola che manca….
Quando si dice che si sarebbe dovuto vincere il campionato a mani basse non si devono dimenticare le incertezze tra fine della stagione scorsa e l’inizio di questa….. Transizione tra proprietà, dirigenti etc…. Gente demotivata, che ritornava dopo infortuni pesanti,ceembeava a fine carriera (magari anche penaturamente)…..
Bianco forse non sarebbe la mia prima scelta come allenatore, ma non si può non riconoscergli
di aver sempre tenuto la barra più dritta possibile anche nei momenti più difficili…..