Addio a Beccalossi, simbolo dell’Inter anni ’80 ed ex Monza

Si è spento a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex fantasista dell'Inter e della Sampdoria. Un ricordo di uno dei protagonisti dello scudetto 1979/80 e della Coppa Italia 1981/82

Il calcio italiano perde uno dei suoi interpreti più estrosi e imprevedibili. È morto nella notte tra martedì e mercoledì 6 maggio Evaristo Beccalossi, ex fantasista e bandiera dell’Inter, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio. Era ricoverato alla Poliambulanza di Brescia, sua città natale, dove le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi mesi.

Da oltre un anno combatteva con gravi problemi di salute, conseguenza di una emorragia cerebrale che lo aveva colpito nel gennaio 2025, costringendolo a un lungo periodo di coma durato 47 giorni. Una battaglia difficile che non è riuscito a vincere.

Carriera

Nato a Brescia nel 1956, Beccalossi è stato uno dei simboli del calcio italiano tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Classico numero 10, dotato di grande tecnica e visione di gioco, era capace di accendere la partita con giocate imprevedibili, anche se spesso caratterizzate da una certa discontinuità. Proprio per il suo stile unico, il giornalista Gianni Brera lo aveva ribattezzato “Dribblossi”, soprannome rimasto nella memoria degli appassionati.

Dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Brescia, nel 1978 passò all’Inter, dove visse le stagioni più significative della sua carriera. In nerazzurro collezionò 216 presenze tra campionato e coppe, realizzando 37 gol. Fu tra i protagonisti dello scudetto conquistato nella stagione 1979/80 e della Coppa Italia vinta nel 1981/82.

Indimenticabile una sua doppietta nel derby del 28 ottobre 1979, vinto 2-0, che contribuì a consolidare il suo status di idolo della tifoseria interista.

Con l’arrivo all’Inter di Hansi Muller, Beccalossi lasciò Milano per approdare alla Sampdoria, dove vinse la prima Coppa Italia della storia del club nella stagione 1984/85. Successivamente vestì anche la maglia del Monza, prima di chiudere la carriera nel 1987 con il Barletta in Serie B.

Conclusa l’attività agonistica, è rimasto legato al mondo del calcio come dirigente e opinionista televisivo, continuando a raccontare lo sport con la stessa passione che lo aveva contraddistinto in campo.

Redazione

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3 Commenti
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SilvioB
4 mesi fa

ricordo come fosse ieri il giorno dell’esordio .. stadio strapieno, tutti per lui .. poi entrano le squadre e si vede che ha la pancia .. ha fatto poco da noi ma quel poco è stato di talento purissimo.

bob1967
4 mesi fa

Ciao Evaristo, ora che sei lassù chiede a Bearzot di farti finalmente giocare nella nazionale. Salutaci anche Pablito.

claudiosala
4 mesi fa

giocatore di classe e fantasia, merce ormai rara….. a noi ha dato poco in quella stagione sfortunata, se ne va troppo presto purtroppo

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