Nel 2015, dopo essere passato al Milan per 30 mila euro (cifra che permise a un Monza in fallimento di pagare gli stipendi dei dipendenti), il diciottenne Matteo Pessina salutava così la squadra della sua città: “103 anni di storia, 10 anni della mia storia, questo non sarà un addio ma un arrivederci“. Si legge su gazzetta.it.
Dieci anni dopo, nell’estate 2025, il capitano decide di restare a Monza nonostante la retrocessione e le voci di mercato con un messaggio ai tifosi (“Questa città e questa maglia mi scorrono nelle vene”) e una promessa: riportare la squadra in Serie A. Promessa che con i fatti sta dimostrando di voler mantenere a tutti i costi. In primavera, quando si decidono le sorti della stagione e la palla comincia a scottare, Pessina è risbocciato e ha preso in mano il Monza in un momento delicato dopo la sconfitta di La Spezia e il pareggio in casa della Reggiana.
Tre gol nelle ultime tre partite, uno più pesante dell’altro. Il primo per pareggiare quello di Haps nello scontro diretto con il Venezia, il secondo per evitare il tonfo in casa del Catanzaro all’ultimo pallone della sfida, il terzo per chiudere la pratica Bari e far tornare la squadra di Paolo Bianco alla vittoria dopo quasi un mese di astinenza.
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