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Monza sogna, ma Palladino tiene un profilo basso: “Piedi per terra. Gestiamo l’entusiasmo”

Un 2023 che è cominciato come meglio non poteva con i biancorossi che vincono anche sul campo della Cremonese

Non chiedetegli di più, se si tratta di parole. Il Monza si avvicina a grandi passi alla parte sinistra della classifica, ma l’allenatore Raffaele Palladino non vuol sentir parlare di grandi obiettivi, Europa eccetera. Dev’essere un ordine di scuderia, visto che l’amministratore delegato Adriano Galliani preferisce evitare commenti dopo la partita. Scrive La Gazzetta dello Sport.

Abitudine rispettata pure dopo la prestazione brillante, con finale thriller, di Cremona. Anche perché Galliani il finale lo ha evitato. Ha lasciato la tribuna dopo il gol di Ciofani. Tre file più su, sedeva con il muso lungo il vecchio amico Ariedo Braida, ora alla Cremonese. E forse anche e soprattutto per amicizia Galliani non ha mosso un muscolo quando i suoi segnavano.

Profilo basso

E il profilo di Palladino è basso, in sintonia con il dirigente abbottonato. Si dice spesso che sognare non costi niente. Non è vero: sognare a volte costa parecchio e Palladino vive il momento della squadra con esuberanza, ma senza mettere le ali. «E’ bello vedere che c’è entusiasmo, ma sappiamo che siamo una neopromossa, siamo una squadra nuova e l’obiettivo era e resta la salvezza. Per noi la salvezza vale quanto uno scudetto e non dobbiamo staccare l’attenzione da questo pensiero. Temevo molto la partita con la Cremonese perché sapevo che avrebbero provato ad aggredirci, perciò dovevamo provare a partire forte noi. Poi c’è stato il calo finale, ci siamo abbassati, anche per merito della Cremonese che ha cambiato passo. Sono contento anche di aver sofferto con i ragazzi, ho perso dieci anni di vita in panchina, però questa è una bella vittoria di gruppo. Vogliamo arrivare alla salvezza proponendo gioco perché le nostre caratteristiche sono queste e con questi giocatori è tutto facile. La proprietà è ambiziosa, lo sappiamo, ma sappiamo anche che il primo anno in A dopo la promozione è sempre il più difficile».

Parola d’ordine, dunque, consolidare e poi casomai sognare. Ma andate a dirlo alla curva monzese in festa che ha fatto a gara ad accaparrarsi le maglie lanciate dai giocatori.

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