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Spettacolo alla Dacia Arena. Il Monza festeggia come una finale

I biancorossi sbancano la Dacia Arena con una prestazione gagliarda. Vittoria meritata anche considerando la formazione scelta da Palladino

Non si può dire che quella di ieri sia stata una noiosa partita di Coppa Italia in cui si fa a gara a evitare quasi tutto. Udinese e Monza non si sono risparmiate in campo anche se chi si è risparmiato più fuori è stato il gruppo di Palladino che ha lasciato a casa tutto il blocco difensivo titolare e gli uomini di maggior prestigio, da Sensi a Caprari, da Pessina a Ciurria, da Carlos Augusto a Mota Carvalho. Scrive La Gazzetta dello Sport.

Sottil li ha portati tutti, tranne Becao che è infortunato. Il Monza è partito bene, sostanzialmente con un tridente un po’ mascherato con Machin al centro, Colpani e Valoti larghi, ma pronti ad accentrarsi e in più D’Alessandro stantuffo a sinistra a far tribolare Ehizibue e Rovella pilota del centrocampo. Al 15’ i primi segnali con Nuytinck che salva sulla linea su Rovella, al 22’. L’Udinese non si accende, Beto non accelera quasi mai, tranne al 25’ quando Birindelli (poco attivo e reattivo) lo stende.

Per Dionisi è rigore, ma il Var gli segnala che il fallo è fuori area. Il Monza colpisce sia manovrando che in ripartenza e, proprio in stile Udinese, Colpani si divora un gol calciando alto dal dischetto. Poi è Padelli a opporsi bene a D’Alessandro che poteva piazzarla. Al 45’ Valoti colpisce con precisione. C’è qualcosa che non quadra nell’Udinese.

Assalto

E Sottil predispone l’assalto che funziona. Dopo 4’ Lovric mette in mezzo, Beto usa il tacco che trova Nehuen Perez sul secondo palo bravo a insaccare. I Monza è alle corde, Samardzic fa quello che vuole e costringe Cragno in angolo. Palladino inserisce Vignato e il 2003 Bondo per dare più vivacità due piccoletti contro i fisicati bianconeri. Dopo 23’ arriva il vantaggio meritato. Angolo, assist di Pereyra per la testa di Perez che non perdona.

Nuova svolta

Tutto sembra risolto per l’Udinese. Invece no. I cambi del Monza hanno “anema e core”. Ma vogliamo chiamarli cambi? Non sembra proprio. Birindelli crossa, neppure bene, ma Colpani di tacco costringe Padelli a una respinta difettosa, Molina, appena entrato, è piazzato al posto giusto e pareggia. Subito dopo è Petagna che usa tutto il suo fisico contro i colossi bianconeri. Ne salta tre, per ultimo Nuytinck ed è fatale. La piazza benissimo. Decisivo.

L’Udinese, dopo il blackout, ruggisce ancora, ma Petagnone sfiora pure il quarto gol con Padelli protagonista. L’Udinese cade, in piedi, dopo nove risultati utili. «Fa male» dice Sottil. Il Monza festeggia come fosse una finale in mezzo al campo. Palladino esalta tutti: «Sentivo nello spogliatoio qualcosa di magico. Il passaggio del turno questi ragazzi forti e straordinari se lo sono meritato».

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