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Galliani: “Palladino ha un buon destino. Domenica ho pianto”. E l’aneddotto dal Duomo

L’amministratore delegato biancorosso: “Ho scritto una frase nello spogliatoio: centodieci anni per raggiungere la A, non possiamo retrocedere in una stagione”

Adriano Galliani continua a sognare in grande con il suo Monza, un storia d’amore che nasce da lontano: “Come dirigente nel 1975 quando avevo poco più di trent’anni – racconta ospite al Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport – ma andavo allo stadio con mia madre da quando avevo cinque anni. Sono stato per 31 anni in prestito al Milan poi nel 2017 abbiamo iniziato la cavalcata con il Monza insieme a Berlusconi partendo dalla D. Domenica è scesa qualche lacrima dopo aver battuto la Juventus per la prima vittoria in Serie A”. I tre punti li ha appresi da una veggente: “Davanti a me ci stava in Duomo una signora molta anziana che stava pregando e mi disse: “Ha vinto il Monza con la Juve”. Ma in realtà la partita non era ancora finita e questa cosa mi è rimasta molto impressa”.

Su Palladino: “Ha un buon destino battendo la Juventus all’esordio. Da svincolato quando eravamo in C lo porto a Monza da giocatore. Per infortunio non riuscì mai a giocare. Nel 2018 inizia a lavorare con il club e nella stagione successiva allena l’Under 15. Poi lo inseriamo alla guida della Primavera con cui ottiene buoni risultati. A Stroppa sono legato e gli voglio bene, però nelle prime 6 gare non giocavamo bene ed abbiamo fatto 1 solo punto. Il presidente Berlusconi mi ha chiesto cosa pensavo ed io ho detto che quando non arrivano i risultati bisogna cambiare allenatore. Ed io indico al presidente il nome di Palladino”. L’obiettivo ora è solo la salvezza è l’amministratore delegato lo ha impresso a Monzello: “Ho scritto una frase nello spogliatoio del Monza, con la mia firma. In modo tale che tutti i giocatori possono leggerla tutti i giorni. Ho scritto che il Monza ha impiegato 110 anni per andare in Serie A, non si può impiegare un solo anno per retrocedere”.

Un pensiero anche sugli avversari e la Juventus. L’amico Allegri lui non lo caccerebbe: “Non scherziamo. Allegri al Milan al primo anno ha vinto scudetto e Supercoppa italiana. Ha portato sempre la squadra agli ottavi di Champions. Alla Juventus si è ripetuto vincendo gli scudetti e portando sempre il club nelle fasi finali Europee. Il suo passato parla chiaro. La responsabilità non è solo di Allegri. Ho una mia teoria, lo sport è ciclico: ci sono momenti in cui vinci e altri in cui non vinci più. Questo è capitato anche al Real Madrid e altri grandi club. Ora sta succedendo alla Juventus, è la ruota che gira”.

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