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Berlusconi e Galliani sono tornati. Dal Milan al Monza ancora in A cinque anni dopo l’ultima volta

La Gazzetta dello Sport celebra il ritorno in A del duo che ha vinto tutto con il Milan e vuole rendere grande il Monza

«Come stanno i ragazzi?». La domanda di Silvio Berlusconi ad Adriano Galliani nelle immediate ore prima delle partite resiste ancora. La Serie ritrova un pezzo abbondante di storia del calcio dopo 1952 giorni. L’ultima volta era il 9 aprile 2017 in occasione di Milan-Palermo 4-0. Pochi giorni dopo il club rossonero sarebbe passato nelle mani di Li Yonghong. E nel primo derby della nuova proprietà, Galliani era a esultare per il 2-2 di Zapata in pieno recupero in un ristorante in zona Brera ribaltando il tavolo dalla felicità. Un aneddoto per inquadrare la passione dell’amministratore delegato, un aneddoto che rafforza quanto già si sa. Perché la passione dell’amministratore delegato monzese è stata assorbita da Berlusconi stesso che si è completamente gettato nell’investimento Monza il 28 settembre del 2018 quando rilevò il Monza dalla Serie C. E in meno di quattro anni la squadra è arrivata dove non era mai stata in 110 anni di storia. Ecco perché Galliani ripete da settimane che «è stato più difficile ottenere questo traguardo che vincere con il Milan, il club rossonero ci era già riuscito nella sua storia».

Questa sera Berlusconi e Galliani saranno seduti uno affianco all’altro come la prima volta che accadde nella sua lunghissima storia legata al calcio. Era il 2 marzo 1986, la prima partita da presidente rossonero per Berlusconi, in campo il Milan contro il Verona al Meazza. Due poltroncine più a sinistra del presidente, Urbano Cairo. Trentasei anni dopo eccoli ancora vicini, questa volta all’U-Power Stadium dove sono attese circa 10 mila persone. Un’accoppiata vincente Berlusconi e Galliani dal 1986 al 2017 hanno messo nella bacheca del Milan tutto quello che poteva entrarci. E Galliani, ripartendo da Monza meno di quattro anni fa, ci ha pure aggiunto la promozione in A che ancora gli mancava. Entrato nel Monza il 1° ottobre del 1975 sedendosi nel Consiglio d’amministrazione del club, ci era rimasto fino al 31 dicembre 1985 prima di accettare l’offerta di Berlusconi per seguire l’acquisizione del Milan. Lui monzese di nascita e monzese di fede calcistica da quando aveva 5 anni si emoziona a vedere l’elenco delle squadre partecipanti alla prossima Serie A e a trovare il suo Monza giusto dopo il suo Milan. Da Berlusconi che chiede a Galliani di seguirlo nell’acquisizione del Monza a Galliani che trasforma Berlusconi in un tifoso del Monza. A distanza di 30 anni le parti sembrano invertirsi ma in realtà i due sono vasi comunicanti che hanno bisogno di poco per alimentarsi l’un l’altro quando si tratta di calcio. La passione che trasporta l’amministratore delegato su un ideale tappeto volante gli ha indicato di non candidarsi nuovamente per il Senato della Repubblica al fine di seguire meglio ogni angolo della vita quotidiana del Monza. E ieri sera era a Villa Boffalora per cenare con la squadra riunita nel ritiro pre-gara. Insomma, la vita dell’a.d. ruota attorno al Monza e Berlusconi ne è attratto magneticamente. Al punto che questo mercato sfavillante ha un doppio regista. Galliani e Berlusconi hanno ripreso a Monza ciò che a Milano – sponda rossonera – avevano interrotto nel 2017.

Il destino e l’ironia E forse era destino che i due si incrociassero. Il primo Monza di Galliani, quello a cavallo tra gli Anni Settanta e Ottanta, andava in ritiro in un albergo chiamato “Sant’Eustorgio” e che era situato ad Arcore. Laddove Berlusconi avrebbe negli anni fissato la sua dimora principale. «A Pisa – Galliani ricorda la sera della promozione in Serie A – ho rivisto in lui gli stessi occhi della notte di Barcellona, quella della prima Coppa Campioni vinta contro la Steaua Bucarest a Barcellona». Berlusconi ha seguito la squadra molto più frequentemente allo stadio dal febbraio scorso in poi, andando anche in trasferta durante i playoff, sia Brescia sia a Pisa. E’ stato a salutare la squadra durante il ritiro estivo di questa stagione e stasera sarà presente per l’esordio. Semmai ci si chiede se le emozioni che prova Galliani lo lasceranno seduto a vedere la partita senza farlo alzare per andare in Duomo a Monza dove, a suo dire ironicamente, «ho passato più tempo nelle ultime partite». La categoria non differenzia soddisfazioni e delusioni. Vanno per strade e graduatorie tutte loro. Così se la promozione in Serie A vale almeno quanto una Champions o il Mondiale per Club con il Milan, anche perdere un derby contro il Seregno può lasciare intatta la memoria e ricordarlo. Era il primo Monza di Galliani quello che perse a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80 un derby con il Seregno per 4-0 nel periodo natalizio. Paolo Barzaghi, numero uno del club avversario, festeggiò il successo mandando in giro il giorno dopo per Monza un albero di Natale con quattro palle appese belle in vista.

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