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Salernitana, oggi il giorno del giudizio: una città con il fiato sospeso

Il club campano oggi conoscerà il proprio futuro. Alle 14 andrà in scena il decisivo consiglio federale

È il giorno del voto che può cambiare la storia di un club e di una città. Al termine di una notte in bianco, con i colloqui telefonici fra i dirigenti del calcio e i massimi organismi federali andati avanti per ore, nel post Wembley, intorno all’ora di pranzo la Salernitana conoscerà il suo futuro. Il consiglio della Figc alle ore 14 deciderà se escludere o ammettere i campani alla prossima Serie A per la nota questione della multiproprietà. Scrive il Corriere dello Sport.

SITUAZIONE

Per tutta la giornata di ieri si è attesa la relazione della Covisoc firmata dal presidente Paolo Boccardelli, che arriverà solamente in mattinata. Fino a pochi giorni fa, le parti erano piuttosto distanti: Lotito-Mezzaroma da una parte, la federazione dall’altra. La proposta di trust della Salernitana era stata rispedita al mittente con 7 pagine di correzioni e la società sabato ha presentato una nuova documentazione. Due gli scenari. Il primo: se la Salernitana avrà dimostrato di essere indipendente («L’atto di trust – scriveva la Figc alle due società controllanti, Morgenstern e Omnia Service – non è accompagnato da alcuna documentazione contabile ed economica che certifichi la capacità della Salernitana di operare senza i precitati legami con la Lazio e/o le disponenti») e di aver creato un vero “blind trust”, uno strumento giuridico che affida l’amministrazione a terzi per evitare conflitti d’interesse, potrà iscriversi al campionato. In caso contrario, addio Serie A con possibili ripescaggi del Benevento (in A), del Cosenza (in B) e forse della Cavese (in C). Il rischio è che la Salernitana a quel punto debba ripartire dai dilettanti, anche se i rappresentanti del club assicurano di aver risposto a tutti i “dubbi federali”.

OTTIMISMO

Da quanto filtra, infatti, la Salernitana ha recepito molte osservazioni. Quindi, a poche ore dalla decisione politica (serve la maggioranza del consiglio, 11 voti su 21), c’è più ottimismo che pessimismo. Ad esempio, il club ha accettato il divieto di triangolazione con la Lazio; significa zero rapporti, inclusi quelli di calciomercato. E poi, anche se il nome dell’amministratore unico non cambia (è il generale Ugo Marchetti, considerato troppo vicino a Lotito), quest’ultimo ha sottoscritto una dichiarazione d’indipendenza e verrà sottoposto al controllo di un trustee (cioè chi mette le mani sul patrimonio) da concordare con la Federcalcio. I trustee restano due – secondo i legali questa scelta rispecchia troppo fedelmente l’attuale organigramma – ma adesso uno è “superiore” all’altro. Lotito e Mezzaroma hanno accettato anche l’obbligo di cedere il club entro il 31 dicembre, senza proroghe, pena l’esclusione immediata dal campionato. Resta il nodo dell’indipendenza economica e quindi del business plan che dovrebbe garantire al club la piena autonomia.

AZIONI LEGALI

In qualsiasi caso, la battaglia legale appare dietro l’angolo. Il Benevento ha già fatto arrivare in Federcalcio una messa in mora con richiesta di accesso agli atti. L’azione giuridica si fonderebbe su due argomenti: le correzioni al trust ritenute tardive (il termine per era scaduto il 25 giugno) e il mancato rispetto dell’articolo 16 bis delle Noif. Nel caso di una mancata ammissione, la Salernitana è pronta invece a rivolgersi al Collegio di Garanzia dello Sport. Senza considerare i malumori di una tifoseria che, dopo aver conquistato sul campo la promozione, si dice pronta a scendere in piazza per una protesta vibrante.

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