Novità importante nel mondo arbitrale. Finisce il regno di Nicchi che durava da 11 anni: sconfitta netta, 193 a 125
L’eleganza contro l’arroganza, la fine di un’Era che aveva segnato, nel tempo, le elezioni di ieri. Alfredo Trentalange è il nuovo presidente dell’AIA. Lo scrive il Corriere dello Sport.
E le prime parole, dopo una campagna elettorale senza mai alzare una polemica, sono state proprio per il presidente uscente, Marcello Nicchi, il cui intervento in Assemblea (una sequenza di attacchi alla persona piuttosto che la presentazione di un programma che non aveva fondamenta) aveva finito per scavare il fatidico solco.
Neanche la classica “notte dai lunghi coltelli”, che in passato aveva sovvertito l’esito delle elezioni arbitrali, ha dato una mano a chi ha governato d’imperio l’Associazione Italiana Arbitri negli ultimi 11 anni. Ma oramai fa parte del passato. Il presente farà rima con un’organizzazione che deve necessariamente raccogliere qualche maceria. Restituire trasparenza e affidabilità, autorevolezza ed esempio, portare i direttori di gara italiani nel futuro e, soprattutto, al ruolo che gli compete, ovvero ai vertici.
Simbolica la frase con la quale Trentalange ha chiuso il suo intervento post-elezione: «Voi siete i miei presidenti, io sono e sarò soltanto Alfredo. Restituiamo ai giovani d’oggi i modelli che abbiamo imparato ad apprendere nel nostro passato».
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