Il virus cambia anche il calendario. Campionati da gennaio a dicembre?

La proposta di Galliani: finire i tornei da settembre e poi ripartire nel 2021 con la nuova stagione

E se avesse ragione Adriano Galliani? Già, se l’ex amministratore delegato del Milan, oggi patron del Monza nonché senatore di Forza Italia, se proprio lui, il Pelato da Champions, avesse detto l’unica cosa sensata nel convulso caos a proposito dello sport che verrà?

In breve. In Italia le federazioni del rugby, del basket e della pallavolo hanno già archiviato la stagione, riconoscendo l’impossibilità di rispettare i calendari e quindi escludendo di poter assegnare scudetto. Nel calcio, pecunia non olet, per dirla con i latini. Il denaro non puzza nemmeno in tempo di virus e le dimensioni economiche del business figlio del pallone sono enormi.

Dunque, ci sta di prendere tempo, a patto di non affidare decisioni al Lotito di turno. Anche all’estero stanno aspettando, invocando segnali dalla comunità scientifica. Solo il Belgio ha già chiuso bottega, assegnando a tavolino lo scudetto al Bruges, che stava dominando.

E qui torna fuori Galliani. Personaggio non sempre irreprensibile (resta vergognosa la figuraccia del 1991, quando ritirò il Milan dal campo di Marsiglia perché si erano spenti due fari, causando al Diavolo un anno di esclusione dalle eurocoppe…) ma anche i migliori possono sbagliare e al netto degli adulatori in salsa berlusconiana, beh, Galliani tutto è fuorché un fesso.

Dunque, l’unica cosa sensata nel dibattito sulla ripartenza del campionato l’ha detta lui. In sintesi: evitiamo di raccontarci favole, nel breve continueremo a non avere partite, causa emergenza sanitaria. Meglio immaginare che la serie A possa tornare a settembre, per concludere ciò che è rimasto incompiuto, duello Juve-Lazio in primis.

Non solo. Il senatore (non sempre la politica fa male, eh) suggerisce di cambiare totalmente il modo di vivere i campionati. Basta con le stagioni da settembre a giugno. È la tradizione, è stato bellissimo per decenni fare coincidere il ritorno dei gol con il ritorno sui banchi di scuola. Ma viviamo tempi nuovi, dolorosamente nuovi. E dunque, Galliani ha ragione.

A normalità riacquisita, potremo avere una serie A che inizia a gennaio e si sviluppa sull’arco dell’anno solare. In Italia come nel resto d’Europa. Avremo un campionato diverso, andremo (speriamo) in vacanza d’estate con una squadra campione d’inverno e festeggeremo lo scudetto prima di Natale. Con più gare d’estate e meno d’inverno, quando il calcio è prigioniero oggi del gelo e della nebbia. Non è una utopia, tra l’altro nel 2022 il mondiale in Qatar è previsto a dicembre. Dunque, si può fare. Lo scrive QS.

Redazione

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