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Lepore: “Spero che il virus non vanifichi il nostro impegno. Monza società di altissimo livello”

L’esterno di Brocchi ha rilasciato una lunga intervista, nella quale parla del Lecce, ma anche del suo Monza e del momento che sta attraversando il nostro paese

Queste le parole di Franco Lepore, per tutti Checco, al Corriere dello Sport:Mi piace guardare al calcio sempre con un pizzico di romanticismo e sinceramente mi sarebbe piaciuto essere presente anche questo anno. Io c’ero a Lecce nei momenti difficili e in quei momenti ho scelto di rimanere nella mia terrà nonostante mi arrivassero offerte anche da categorie superiori. Mi sarebbe piaciuto fare qualche presenza in A con la maglia della mia città. Io e la società però abbiamo fatto delle scelte in cui ognuno fa quello che si sente e che in quel momento reputa giusto. Le strade si sono divise, ma sono contento di aver mantenuto un ottimo rapporto con tutti, posso dire orgogliosamente di non avere screzi con nessuno. Sono e sarò il tifoso numero uno della squadra. Chissà che non ci ritroveremo in Serie A con il Monza“.

MONZA. “Stiamo facendo un grande campionato, speriamo che questa situazione non vanifichi il nostro impegno. Io mi sento benissimo, per merito anche di una società di altissimo livello che ti permette di fare una vita da atleta, noi qui dobbiamo pensare solo a lavorare perché a tutto il resto ci pensano loro e per un’atleta questo è importante. Mi auguro che il campionato possa ripartire quando prima, sia che si arrivi a giugno o a luglio con le partite. Tornare a giocare significa tornare alle normalità per tutti”.

EMERGENZA COVID. Stiamo a casa, per fortuna ci sono mia moglie e mia figlia con cui passo il tempo. I bambini, in questi momenti sono da esempio perché portano allegria e felicità e vanno avanti con il sorriso e devono essere da esempio. Nella mente ho tante immagini tristi, nella mente ho i miei compagni che non possono raggiungere i loro cari, ci sono ragazzi che hanno le mogli in gravidanza e non possono essergli vicino e questo è difficilissimo da vivere e accettare”.

IL SALENTO E GLI AFFETTI. “Ma manca tantissimo la mia terra. Ci sono tornato a novembre, per fortuna abbastanza di recente quindi. Sarei dovuto tornare a fine stagione, quindi chissà quando tornerò. Questo però non conta, per fortuna la mia famiglia mi ha raggiunto qui prima che tutto questo iniziasse, ora però siamo in costante contatto attraverso delle videochiamate e con i social è l’unico modo per stare vicini”.

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