C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega certi giocatori alle maglie che hanno indossato, un senso d’appartenenza che il tempo e le nuove avventure non possono scalfire. Una conferma solare si è avuta al Centro Sportivo Silvio e Luigi Berlusconi-Monzello, teatro di una piacevole sorpresa: Andrea D’Errico è tornato a respirare l’aria di casa. A un passo dall’inizio della sua nuova sfida al Mondiale per Club della Kings League, il fantasista non ha dimenticato le proprie radici e quei colori biancorossi che gli sono rimasti incisi sulla pelle. Tra abbracci, sorrisi e ricordi con lo staff e gli addetti ai lavori, la visita di D’Errico ha riportato per un attimo il tempo indietro, testimoniando un affetto profondo e mai sopito per l’ambiente brianzolo.
Simbolo e capitano della rinascita: la storia d’amore tra D’Errico e il Monza
Parlare di Andrea D’Errico a Monza significa sfogliare le pagine più epiche della storia recente del club. Arrivato nell’estate del 2015, in pieno purgatorio di Serie D all’indomani del fallimento, D’Errico è diventato fin da subito l’emblema della ripartenza brianzola. Con la fascia di capitano al braccio e la maglia numero 10, il classe ’92 ha trascinato il Monza in una scalata travolgente: dalla conquista della Serie C fino al trionfo nel campionato 2019/20 che ha riportato i biancorossi in Serie B dopo ben diciannove anni d’attesa. In sei stagioni colleziona 203 presenze e 48 gol (oltre a 27 assist), regalando giocate d’alta scuola e una leadership carismatica che lo ha reso uno dei beniamini più amati di sempre dalla curva della Brianza.
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D’Errico è tornato a fare visita o è tornato al MONZA per giocare?
Non scherziamo….io dissi subito che andava ceduto subito al primo anno in B, è giocatore da serie C, non sono un curvaiolo nostalgico