Monza-Roma: difesa in sofferenza e attacco egoista, le ragioni della sconfitta

Il Monza perde in casa contro la squadra di De Rossi. I padroni di casa pagano a caro prezzo ogni errore commesso. Ma il risultato è troppo severo.

Di Gregorio prezioso già ad inizio partita, poi Djuric fermato di nuovo dal palo come già a Salerno; quindi due rovesciamenti di fronte, con Birindelli che sul fronte destro, con palla a scavalcare, si trova oltre tutta la difesa giallorossa e anziché passare al liberissimo Dany Mota tira in porta, non riuscendo a segnare; subito dopo Colpani si fa quaranta metri palla al piede e invece di provare a cercare Valentin Carboni o l’inserimento di Mota perde palla. Tre occasioni nitide che ci dicono che tatticamente Palladino c’aveva preso. La fascia destra ha funzionato di fatto per tutta la partita. Birindelli tatticamente è stato l’uomo aggiunto in fase d’attacco e non ha demeritato, a parte sul primo gol in cui la sfortuna ha voluto che dopo di lui anche Caldirola si perdesse Pellegrini.

Analizzando la partita possiamo dire che due sono stati i veri artefici della sconfitta, oltre all’egoismo, nelle azioni appena descritte. Una è la fase di contenimento biancorossa. Caldirola e l’intera difesa hanno sofferto Lukaku e Dybala, i cui movimenti hanno consentito gli inserimenti di Cristante e Pellegrini che sono riusciti a bucare Di Gregorio. L’assenza di Izzo e di D’Ambrosio si sono fatte sentire. Questa sera soprattutto.

Il Monza ha fatto la sua buona partita, comunque.  Ha attaccato molto nel primo tempo e anche nella ripresa. È andato al tiro più volte ed è arrivato anche al gol.

Caldirola, ad esempio,  nel secondo tempo ha cercato di portare superiorità in attacco, e la squadra per lunghi tratti ha stabilmente occupato la metà campo giallorossa che ha quindi agito di rimessa.  Dagli esterni, Andrea Carboni e Birindelli, sono arrivati i cross per Djuric che tuttavia non è riuscito ad incidere come nel primo tempo. Bondò ha fatto da cerniera sfiancandosi per tutta la partita, riuscendo a fare ripartire velocemente la squadra.

La Roma però è stata abilissima nelle ripartenze veloci, Lukaku ha aperto varchi e soprattutto Dybala ha segnato un gol su punizione che ha chiuso l’incontro. Il secondo fattore che ha inciso sulla partita sono state alcune decisioni arbitrali. Sul primo gol c’è un fallo su Colpani, sul terzo il fallo di Bondò non sembra esserci, nel quarto sulla ripartenza giallorossa, c’è fallo su capitan Pessina.

Su questo ha ragione Palladino: il risultato è troppo largo rispetto alla quantità e alla qualità di gioco espressa dai padroni di casa. È anche vero però che questa sconfitta farà molto bene ai brianzoli. Hanno giocato bene ma sotto porta non sono stati feroci come lo è stata la Roma e, quando vuoi entrare nella parte sinistra della classifica, i particolari fanno la differenza. La Roma ha giocato al meglio le sue carte, dimostrando di avere una grande squadra e di aver trovato un uomo in panchina probabilmente più bravo di chi lo ha preceduto nella gestione del team.

Il Monza invece deve imparare ad essere più cinico sotto porta, ora che ci arriva con maggiore frequenza, a differenza dei mesi precedenti dove faceva fatica a tirare in porta. Il gioco c’è e la mentalità è quella giusta: si vede la mano del mister. Adesso occorre maturare una nuova coscienza,  che porti ad esempio a tenere di meno il pallone e a giocare a due tocchi quando non di prima, con cui si raggiunge l’eccellenza nel football.

Ultima menzione d’onore per il numero uno, Di Gregorio, determinante in almeno due circostanze nel primo tempo e che sui gol non poteva farci nulla. E anche per Daniel Maldini che, appena entrato in campo, ha fatto capire di essere un giocatore prezioso e che sta migliorando a vista d’occhio. Una sua serpentina che lo ha portato davanti alla porta, meritava miglior sorte.

Hanno perso con la Roma e non con la Giana, ma l’esultanza di Galliani quando hanno annullato il primo gol del vantaggio giallorosso di Cristante, la dice lunga di quanto ci tenesse a vincere, il vero numero uno del Monza. In promozione o in Serie A, se annullano un gol alla squadra avversaria la gioia resta la stessa. A tutte l’età.

Redazione

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1 Commento
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Brigante
2 anni fa

Vabbè dai… articolo spazzatura. Continuate ad elogiare giocatori improponibili come Birindelli, Caldirola e Maldini…..
Facevate lo stesso con Petagna l’anno scorso per poi dirne peste e corna una volta ceduto!

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