Chi è Vulcano? La Primavera del Monza riparte da lui

Una scelta precisa, dietro l'opzione Vulcano: a lui il compito di raccogliere l'eredità di Brevi e far volare la Primavera...

Garantirsi la permanenza in Primavera 1 per il quarto anno consecutivo, e con ben tre turni d’anticipo, è stato il capolavoro con cui si è chiusa la gestione di Oscar Brevi. Un traguardo solido, che ha radicato il Monza nel Gotha del calcio giovanile. Ora, però, il club brianzolo vuole cambiare marcia: l’obiettivo non è più la semplice sopravvivenza nella categoria, ma la creazione di un canale diretto e produttivo con la prima squadra. Per guidare questo salto di qualità la scelta è caduta su Luciano Vulcano, un profilo che unisce la meticolosità del lavoro sul campo a una spiccata visione strategica.

Dal lavoro “invisibile” allo Scudetto: la gavetta d’élite con Pioli

Nato a Cariati l’11 maggio 1988, il tecnico calabrese incarna perfettamente la figura dell’allenatore moderno, arrivato al top non per via di una gloriosa carriera da calciatore, ma attraverso una rigorosa gavetta tecnica. Vulcano inizia a farsi notare in Serie A come match analyst, prima a Verona nel 2014-15 e poi all’Inter. Il vero punto di svolta professionale è l’incontro con Stefano Pioli: un sodalizio solido che lo porta a fare il collaboratore tecnico prima alla Fiorentina e poi al Milan, dove si cuce sul petto lo Scudetto 2021-22 (festeggiato in foto con Ibrahimovic, ndr). Nelle ultime stagioni ha arricchito il suo bagaglio all’estero, prima seguendo Pioli all’Al-Nassr e poi volando in Inghilterra come vice al Sunderland.

L’eredità di Brevi e la nuova missione: alzare l’asticella

Quella del Monza è una scommessa, mirata sulla competenza. Vulcano rappresenta il prototipo del tecnico cresciuto nei laboratori del calcio contemporaneo, dove ogni dettaglio viene vivisezionato tra analisi dati, studio dei flussi di gioco e gestione dello staff. La sua vera forza sta nella capacità di trasformare i numeri e la tattica teorica in compiti pratici e atteggiamenti immediati per i giocatori. Un vantaggio competitivo enorme per il settore giovanile biancorosso, pronto a essere plasmato da una metodologia d’élite.

Redazione

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COLPANI 22
1 mese fa

Ibrahimovic rimettiti le scarpette e fai solo un anno al MONZA, visto I giocatori che ci sono in giro , meglio Ibrahimovic a 41 anni. A parte CUTRONE IN ATTACCO abbiamo tutti CESSI IN SQUADRA! PETAGNA VIA! DANY MOTA VIA! ALMENO UN ATTACCANTE FORTE TIPO BERARDI, VENDENDO TUTTI QUESTI GIOCATORI PIÚ CASO .. HERNANI ED ALTRI CHE ABBIAMO VENDUTO, SI PUÒ COMPRARE? QUESTA SECONDA PUNTA FORTE?

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