Spalletti stregato da Maldini: può giocare contro il Belgio

Il giovane del Monza ha conquistato il commissario tecnico dell'Italia e questa sera può scendere in campo nella gara contro il Belgio

Nell’estate dello scorso anno, per la prima volta dal 1978 il Milan come società non era più legato alla famiglia Maldini. Licenziato Paolo dal board del club e ceduto definitivamente Daniel al Monza (dopo una serie infruttuosa di prestiti), la dinastia dei Maldini si è ritrovata improvvisamente ai margini del calcio italiano. Scrive Tuttosport.

A rimetterla al centro del villaggio non è stato Paolo (come ci si poteva attendere) quanto invece Daniel. Figlio dell’ex capitano rossonero e nipote di Cesare, Maldini jr. è infatti tornato alla ribalta delle cronache per l’inizio di stagione registrato al Monza. Una serie di prestazioni confortanti e continue nel loro rendimento ha infatti aperto a Daniel le porte della nazionale azzurra guidata da Luciano Spalletti.

A colpire il commissario tecnico sono state le qualità messe in mostra dal più piccolo dei figli di Paolo Maldini. Daniel infatti si presenta come un giocatore dalle buone capacità tecniche, in grado di attaccare la profondità e di superare l’avversario in dribbling. Non a caso i dati Sics lo segnalano fra i migliori dribblatori di questo campionato. Con i 5 per 90 minuti di gioco infatti Maldini jr. ha finora fatto meglio di giocatori come De Ketelaere (4.5 p/90), Zaccagni (3.8 p/90) o Dybala (3.5 p/90).

Al di là di questa caratteristica, Maldini si segnala anche per la propensione al tiro da fuori. In base a quanto riportato su X (precedentemente Twitter) da Antonio Gagliardi (assistente di Roberto Mancini) il talento del Monza registra un 91% di tiri da fuori area sul totale di quelli effettuati.

In un calcio moderno nel quale la soluzione dalla distanza non è più molto ricercata (sia per la minor possibilità di successo di questo tipo di conclusioni sia per la mancanza di veri e propri specialisti) avere in squadra Maldini può offrire un’arma da poter sfruttare in caso di necessità.

Detto questo, oltre al fatto di dover verificare l’adattabilità di Maldini al contesto internazionale, resta da capire come Spalletti andrà ad utilizzare tatticamente il giocatore. In che ruolo e con quali funzioni dunque.

Nel 3-5-2 che l’ex tecnico del Napoli ha alla fine riabbracciato già due nomi importanti si sono trovati fuori collocazione. Sia il citato Zaccagni sia Federico Chiesa infatti sono stati esclusi dalle convocazioni per le sfide contro Belgio e Israele. Per loro, esterni da tridente, in caso di rientro nel giro azzurro si prospetta la necessità di doversi convertire al ruolo di seconda punta.

Sotto questo aspetto Maldini è essenzialmente un numero 10, un trequartista in grado di accoppiarsi a un altro giocatore in zona di rifinitura (in questo caso il 3-5-2 dovrebbe virare verso un 3-4-2-1) o di agire da unico appoggio a uno o a due riferimenti centrali (nel 3-4-1-2 o nel 3-5-1-1).

A questo utilizzo Maldini può aggiungere quello da supersub, vale a dire di giocatore pronto a entrare dalla panchina per aiutare la squadra in caso di mutamento del 3-5-2 di partenza o magari agendo da secondo attaccante in situazione di difesa e contropiede.

Redazione

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