“Quel ‘piattone’ sarà per sempre. Anche se Gigi Maggioni è stato tanto altro. Centrocampista intelligente e tattico. Toccare la Serie A a 20 anni nel Palermo (16 presenze e 1 gol al Milan) è biglietto da visita mica da poco. In biancorosso approda nell’estate del ‘64: fornisce corposo contributo alla causa e nel secondo campionato cadetto è tra gli ultimi ad arrendersi (5 gol) alla dolorosa retrocessione del ‘66. Radice gli conferma piena fiducia e Gigi – pur dovendo fare i conti con qualche problema muscolare – garantisce linfa al reparto nevralgico che indicherà la strada della promozione.
Quel ‘piattone’ sarà per sempre. Anche se Gigi Maggioni è stato tanto altro. Dirigente serio, competente e innamorato del ‘suo’ Monza. Imprescindibile braccio destro di Valentino Giambelli. Che – come Radice – si fida totalmente dei giudizi tecnici e umani del ‘Gigi’. Che è stato amico personale di Adriano Galliani. Ricordo che mi confidò – a suo tempo – di aver fornito recensioni ampiamente positive all’allora AD rossonero su Gianluca Gaudenzi.
Quel ‘piattone’ sarà per sempre. Bergamo, 4 giugno 1967. Monza-Como, spareggio per la promozione in Serie B. Minuto 32: corner di Vivarelli, conclusione in mischia di Prato, ribattuta di Carmignani e – appunto – ‘piattone’ sottomisura di Maggioni. Nel calcio moderno si direbbe ‘tap-in’. Noi che ci nutriamo della storia del Monza ci teniamo – per sempre – quel ‘piattone’ coniato all’epoca da Giancarlo Besana.
Noi che onoriamo i grandi protagonisti della storia del Monza oggi ricordiamo con le lacrime agli occhi Gigi Maggioni. La grande famiglia biancorossa si unisce al dolore della sua famiglia”.


