È la Juve di Vlahovic, che continua a segnare. E’ anche la Juve della novità Yildiz, che si è guadagnato sorprendentemente lo status di titolare. È la Juve dei leader, come Szczesny, Danilo, Bremer, Locatelli, Rabiot. Scrive il Corriere dello Sport.
Ma è anche la Juve dei nuovi indispensabili, di coloro che magari non sono partiti con i favori del pronostico, che non erano considerati potenzialmente ai primi posti nelle rotazioni di Massimiliano Allegri e che invece stanno dando un contributo fondamentale nella scalata al vertice. Se la Signora è di nuovo in testa alla classifica – e alzi la mano chi, ad agosto, immaginava potesse essere capace di tanto, pur con una partita in più rispetto all’Inter – lo deve anche a protagonisti (forse) inattesi.
E allora la mente corre, per fare un nome, a Fabio Miretti, il più “esperto” tra i prodotti della Next Gen che hanno compiuto il salto i prima squadra: il centrocampista è alla terza stagione con i “grandi” ed è già a quota 64 presenze in serie A, 40 delle quali collezionate lo scorso anno in cui è stato uno dei più impiegati. Nell’annata in corso, pur con qualche passaggio a vuoto, siamo già a 17 in 23 partite totali, con 2 gol all’attivo; una ulteriore conferma di quanto sia redditizio il progetto della seconda squadra.
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