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Galliani: “Contenti e soddisfatti di quanto fatto. Berlusconi ha reso possibile tutto questo”

L’amministratore delegato biancorosso ha parlato della sua avventura alla guida del club brianzolo anche in questa stagione in Serie A

Adriano Galliani, vicepresidente vicario e a.d. del club brianzolo, come giudica il primo campionato di A della vostra storia?
«Siamo contenti e soddisfatti di quanto fatto finora, dei punti fatti e di come stiamo giocando. Un percorso straordinario finora. Però non mi fate andare oltre, non leggo il futuro. E poi mancano 26 partite alla fine della stagione. Sì, 26: le 21 di campionato e le 5 di Coppa Italia. Abbiamo la Juventus giovedì prossimo, negli ottavi, vero. Ma come diceva mia nonna Dina, non si può mai sapere». Si legge su La Gazzetta dello Sport.

Silvio Berlusconi, lei e Braida…
«Un rapporto indissolubile, direi una catena indissolubile».

Dalla C alla A con Berlusconi e lei: cosa ricorda dell’inizio?
«Tante cose, per esempio che lo stadio era inagibile e che il centro sportivo aveva bisogno di una profonda ristrutturazione. Ho riempito il centro sportivo di frasi motivazionali, una su tutte: “Abbiamo impiegato 110 anni per andare in Serie A, non possiamo impiegare 12 mesi per tornare in Serie B”. Li martello, perché il calcio è anche questo. Come dice Berlusconi “misteri gaudiosi e misteri dolorosi”».

Il ringraziamento di tutto questo quindi…
«Va a Berlusconi, ogni tifoso monzese, io per primo sono un privilegiato, deve ringraziarlo per tutto questo. E non solo per i giocatori acquistati, ma per gli investimenti nelle infrastrutture. Con oltre 25 milioni di euro abbiamo uno stadio bellissimo e il centro sportivo che ospita tutte le nostre 16 squadre, dalle giovanili fino alla prima. Era un’impresa ardua, Berlusconi l’ha resa possibile. Unici in Italia».

Il suo rapporto con il Duomo di Monza, luogo di riflessione nei finali di partita equilibrati?
«La congiunzione tra il Monza e mia madre Annamaria mancata nel 1959. Da bambino andavo a messa a mezzogiorno, poi pranzavamo e mi portava allo stadio con mia sorella Rita al San Gregorio a vedere il Monza. Per questo darei la vita per questa società».

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