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Milan-Monza nel segno di Berlusconi: Pobega unico reduce

Che numeri, che storia in Milan-Monza, anche se quasi tutti legati proprio alla proprietà biancorossa con Berlusconi che ha fatto grande il Milan

La classifica le vede distanti ben 13 punti. Una è terza, l’altra quattordicesima. Hanno obiettivi diversi – scudetto e salvezza -, rose differenti. Eppure Milan-Monza di oggi, ore 18 in un San Siro che si annuncia per l’ennesima volta esaurito o quasi, non è una gara come le altre. Scrive Tuttosport.

Non può esserlo per un semplice motivo: Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Ma non è l’unica ragione. Milan-Monza è una partita speciale, inedita in Serie A. Una partita romanzesca, con tanti particolari capitoli che la rendono ancora più magica.

29 TROFEI IN 31 ANNI
Stasera in tribuna autorità gli occhi saranno tutti per loro. Sicuramente per Galliani, che anche dopo l’addio del 2017 ha mantenuto il suo posto, andando a vedere il Milan ogni volta che poteva. Berlusconi, come d’abitudine, deciderà all’ultimo se palesarsi o meno, considerando anche gli impegni politici di questi giorni. Il duo, però, è stato l’artefice dei successi del Diavolo fra il 1988 e 2016. In tutto, ben 29 trofei fra cui 8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni-Champions League, 2 Intercontinentali e 1 Mondiale per club. «Le emozioni sono infinite. E’ la mia vita che mi scorre davanti – ha raccontato ieri Galliani prima dell’Assemblea di Lega -.Come finisce la partita? Ah giuro che non lo so. In Serie B l’ultima volta avevamo perso 4-0, speriamo di fare meglio».

UN SOLO REDUCE
Con Calabria e Ibrahimovic infortunati, stasera in campo dal primo minuto nella squadra di Pioli ci sarà un solo giocatore acquistato dal Milan berlusconiano, ovvero Tommaso Pobega, prelevato 14enne dal settore giovanile della Triestina. Fra campo, panchina e tribuna ci saranno poi altri giocatori nelle due squadre che durante il periodo Berlusconi-Galliani erano rossoneri, ovvero Gabbia, Pessina, Valoti, Paletta e Petagna.

MR. 30.000 EURO
A proposito di Pessina. Il centrocampista, cresciuto nel vivaio del Monza, nell’estate 2015, quando aveva 18 anni, fu acquistato da Galliani per il Milan per soli 30mila euro, soldi che servirono ai curatori fallimentari del club brianzolo per pagare gli stipendi dei dipendenti. Pessina, che nel Milan non ha mai giocato, il 6 luglio 2022 è tornato al Monza, via Atalanta, ed è diventato subito capitano.

QUANTI EX IN SOCIETA’
Come logico che sia, Berlusconi e Galliani nel Monza hanno portato molte persone che con loro hanno partecipato all’epoca d’oro rossonera. Fra questi, spulciando l’organigramma, si possono leggere i nomi di Paolo Berlusconi (presidente onorario), Leandro Cantamessa, Leonardo Brivio e Danilo Pellegrino (cda), Daniela Gozzi (direttore operativo) e Salvatore Cocilovo (ticketing).

L’ORATORIO E IL MONDO
Dici Monza, Milan e Galliani e non può che venire in mente Daniele Massaro: «Galliani è il mio padre sportivo. Mi ha portato dall’oratorio ad alzare la Coppa dei Campioni con la squadra del mio cuore». Massaro fu preso dal Monza nel 1974 (Galliani iniziava allora la sua prima avventura nella società biancorossa) e acquistato poi nel 1986 sempre dallo storico ad per il primo vero mercato del Milan berlusconiano. Massaro ancora oggi lavora per il club rossonero con un ruolo da ambasciatore.

L’ESPERIENZA DI SEEDORF
Prima di Berlusconi ha gestito il Monza anche Clarence Seedorf. L’ex centrocampista olandese, che col Milan di Ancelotti ha vinto tutto, dal 2009 al maggio 2013 è stato il proprietario-presidente della società biancorossa in Lega pro. Un periodo che a Monza ricordano più per le contestazioni, i sali e scendi economici e un paio di retrocessioni.

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