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TuttoSport analizza il mercato di Serie A con un focus in particolare sulle neopromosse

La diatriba è antica quanto il calcio ai tempi del mercato post svincolo (e quindi via via sempre più bulimico): meglio cambiare tanto o meglio mantenere l’ossatura della squadra e procedere con piccoli aggiustamenti. Ecco: così come la domanda è inaccettabile, se posta in questo modo basico, la risposta non può mai esser assoluta perché risente di moltissime variabili. Per esempio, ha un senso per il Real Madrid che mantiene l’ossatura dei fuoriclasse e continua a vincere le Champions mentre altri club di presunta prima fascia (scegliete voi…) attuano rivoluzioni che si infrangono agli ottavi. La questione cambia se ci si trova di fronte a una squadra che deve affrontare un salto di categoria, magari dopo aver vinto la Serie B per misurarsi in Serie A. Anche in questo caso, però, si scontrano diverse teorie: c’è chi sostiene sia meglio mantenere il gruppo storico, chi invece che servano innesti mirati, altri che ritengono sia necessario un cambio radicale. A prescindere dalle linee guida, i dati fino a ora raccontano che i club con la maggiore frenesia d’acquisto stanno in Serie A: addirittura sei club del nostro campionato tra i primi 10 al mondo (il riassunto nella tabella accanto, dati Transfermarkt). Una frenesia da mercato che, però, non va omologata solo nei numeri perché presenta moltissime sfaccettature.

Al Monza, per esempio, ha prevalso la linea di pensiero di Adriano Galliani che ha deciso di cambiare radicalmente la rosa che ha conquistato la promozione ai playoff perché, appunto, ritiene che la squadra dovrà affrontare “un altro sport”. Già 20 gli acquisti, in maggioranza italiani cosicché non debbano ambientarsi. Ovviamente non sarà certo la sconfitta all’esordio in campionato a far deragliare il treno biancorosso della “rivoluzione all’italiana”, tanto è vero che il prossimo obiettivo è il centrocampista Nicolò Rovella dalla Juventus. Un’eccezione potrebbe essere rappresentata dal difensore rumeno Andrei Ratiu tornato al Villarreal dall’Huesca. Ieri il club lombardo ha formalizzato una cessione in prestito: quella del portoghese Pedro Pereira ai turchi dell’Alanyaspor. Al secondo posto c’è un’altra neopromossa: la Cremonese. I grigiorossi hanno dovuto cambiare anche per necessità, oltre che per volontà perché molti dei giocatori che hanno compiuto l’impresa promozione erano in prestito. Poi, certo, c’era anche la necessità di adeguare la rosa alle esigenze tattiche di Alvini che ha mostrato personalità fin dall’esordio a Firenze dove, nonostante l’inferiorità numerica, non ha derogato alla proiezione offensiva della squadra. Ai lombardi manca ancora qualcosa e si lavora al (difficile) ritorno di Gaetano dal Napoli) e si sfida il Monza per Felix della Roma. Il Lecce ha irrobustito una rosa che aveva il monte ingaggi più basso della B, l’Empoli prosegue nel suo progetto di “player trading”. Il Verona ha ceduto i gioielli e ora sta ricostruendo. A fatica. Lo scrive TuttoSport.

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