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Moggi: “Monza non è più solo Formula 1. In Serie A farà un ottimo campionato”

L’ex dirigente della Juventus ha parlato del Monza atteso dalla prima stagione nel massimo campionato italiano

Luciano Moggi, da dirigente bianconero, è stato per tanti anni nemico/amico del Milan di Berlusconi e Galliani, quando con la Juventus si spartivano campionati e finali di Champions League. Ora è in ritiro, un ritiro attivo, attento, sempre con un occhio puntato sul suo mondo del calcio. Scrive Il Cittadino.

Che ne pensa del fragoroso ritorno ad alti livelli di Berlusconi e Galliani?
“Penso sia importante per una città importante come Monza, che da oggi non sarà più solo Formula 1 ma anche Serie A, il massimo nel calcio italiano. D’altronde, quando Berlusconi si mette in un qualsiasi contesto, se ci crede, difficilmente fallisce. In questo caso ha avuto successo in un’impresa mai riuscita a nessuno o forse che nessuno aveva mai provato prima”.

Galliani sarà ancora il clamoroso attore di mercato dei suoi tempi?
“Non c’è dubbio, anche perché quando c’è disponibilità economica, come ce l’ha Fininvest, diciamo che il compito è facilitato. Galliani ha esperienza, è stato bravo nel Milan, lo sarà anche nel Monza. Ecco, magari senza gli stessi voli pindarici dell’epoca dei rossoneri”.

A proposito, il Monza che figura può fare in Serie A?
“Sono un po’ scettico su alcuni traguardi sbandierati più che altro dai media. Quando si parla di Berlusconi, si parla di un personaggio che illumina la scena, che economicamente porta possibilità più che grandi. Ma i soldi non bastano. Voglio fare un passo indietro, sulla Cremonese, dove un grande allievo del Milan, Ariedo Braida, senza sforzi economici eccessivi, lavorando sui prestiti, ha ottenuto la stessa promozione senza nemmeno passare dai playoff. È un titolo di merito”.

Si fanno decine di nomi accostati al Monza, quanto c’è di vero?
“Non saprei. Ma se leggo di Cragno, di Ranocchia, sono ottimi giocatori ma non eccelsi per la massi­ ma categoria. Penso che il Monza possa fare un ottimo campionato per una neo promossa, senza pretese ma nemmeno la tristezza di lottare per evitare la retrocessione. E poi sono convinto vogliano lasciare qualcosa alla città. Ci vivono, Galliani addirittura ci è nato. I tifosi non devono aspettarsi i primi posti, ma credo che anche con una via di mezzo saranno piuttosto contenti”.

Berlusconi e Galliani sono ancora oggi una ventata d’aria fresca in Serie A. Merito loro o demerito degli altri?
“Mancano i dirigenti. I presidenti adesso fanno tutto da soli, con movimenti orientati a spostare gli equilibri calcistici solo sui bilanci, peraltro senza grandi risultati visti i passivi”.

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