Il tecnico biancorosso ha parlato anche della situazione sportiva della sua squadra in questa Serie B
Giovanni Stroppa a Tuttosport ha parlato anche del campionato del suo Monza.
Torniamo a parlare di calcio: quando il Covid vi ha fermato eravate nel vostro momento migliore (22 punti nelle ultime 10 partite senza sconfitte, serie aperta di tre vittorie di fila). Che squadra ha ritrovato?
«I ragazzi sono spettacolari, come se nulla fosse successo. Mi auguro di riprendere anche in partita da dove avevamo lasciato».
Nel frattempo Galliani e Berlusconi le hanno messo a disposizione due acquisti di ottimo livello: Ramirez e Molina.
«La qualità dei giocatori è nota, ma siamo convinti di non aver sbagliato nemmeno gli uomini. Abbiamo uno spogliatoio splendido e loro si integreranno al meglio. Con Molina ho vinto un campionato a Crotone, Ramirez lo conosco. Mi spiace solo che stava prendendo la forma migliore e anche lui ha dovuto fermarsi».
Ancora una punta e sul mercato siete a posto?
«Mi fido del nostro boss. A Galliani non devo insegnare nulla».
Come l’ha ritrovato rispetto a quando lei era un suo giocatore al Milan?
«Il rapporto è molto più stretto. Adesso sono il suo responsabile tecnico e averlo come punto di riferimento mi dà forza, fiducia, entusiasmo. Ci sentiamo anche due o tre volte al giorno. Vuole sapere tutto, anche se non sempre riesce a venire al campo. Lo sentiamo vicino, è importantissimo».
E l’altro boss?
«Berlusconi è fantastico. Mi chiama una o due volte a settimana. A volte non mi sembra ancora vero che sul mio i-phone si accenda il suo nome. Ho grande feeling anche con Antonelli, il nostro dirigente di campo».
Come gestisce la pressione del dover vincere a tutti i costi?
«Ai ragazzi dico che il Monza è un po’ come il Milan dei tempi d’oro. La maglia pesa, ma è un onore portarla. Chiunque vorrebbe poter lavorare per Berlusconi e Galliani. Certo c’è molta eco mediatica in ogni cosa che facciamo. A parità di valori, un nostro acquisto viene evidenziato molto più di quello di una nostra avversaria».
Siete partiti male, ha sempre sentito la fiducia?
«Sì. E non ho mai cambiato la mia filosofia. Cerco il risultato attraverso il gioco. Sono disposto a perdere anche un paio di partite per iniziare però a vincere dalla terza come dico io. Con Crotone, Foggia e Sudtirol sono stato promosso così. Conto di riuscire a farlo anche al Monza. All’inizio ci sono mancati Dani Mota, Ciurria, Valoti, Mazzitelli, Barberis: cinque titolari».
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