Il Decreto aumenta le capienze, ma le medie sono basse. Ora servono miniabbonamenti e il ritorno delle curve
Anche in Serie B gli stadi saranno aperti al 75 per cento. Uno step ulteriore verso il ritorno alla normalità, anche se tornare agli standard pre pandemia non sarà semplice. I dati di affluenza delle prime 7 giornate risentono di problematiche condivise: la difficoltà nel fidelizzare con gli abbonamenti (poche società li hanno venduti) e la protesta delle curve (non tutte sono tornate allo stadio). Scrive La Gazzetta dello Sport.
E così, quando gli stadi erano aperti al 50% in nessun caso si è raggiunta la piena capienza media. I club che ci sono andati più vicini sono due: il Pisa, visti i risultati e l’entusiasmo in città (anche qui con la curva in protesta), e la Spal, vista la decisione delle autorità di ridurre la capienza del Mazza. Dieci club hanno venduto meno della metà dei biglietti disponibili.
I risultati
In controtendenza vanno le piazze trascinate dai risultati. Lecce comanda per la media di presenze (6.546, in uno stadio comunque grande da riempire): la partita più vista finora è stata quella del Via del Mare con il Monza (8.442 paganti), che cozza con i soli 815 di Pordenone-Reggina; nello stadio di Lignano c’è la media più bassa(1.278).
Per quanto riguarda poi il Monza e l’UPower Stadium la capienza al 100% è di 9.999 spettatori. Mentre al momento, con il 75% si attesta a 7.499. Ma la media dei tifosi presenti allo stadio brianzolo è di 2.281, meno anche del 50%.
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