Forza Monza
Sito appartenente al Network
Cerca
Close this search box.

La grande paura, Galliani racconta l’incubo Covid: “Ho temuto di non farcela”

L’ad del Monza: “Dieci giorni terribili. Ma presto tornerò vicino alla squadra”

Parla sbuffando dalla sua casa di Milano. Parla da reduce: affaticato, spaventato, ma anche sollevato. Adriano Galliani, senatore e amministratore delegato del Monza, racconta la sua battaglia contro il Covid che si è appena conclusa a “La Gazzetta dello Sport”.

Guardiamo il lato positivo della questione: si è risparmiato l’orrenda sconfitta con il Venezia…
«Sì certo, c’è poco da scherzare. Amo il calcio ma tutto è passato in secondo piano. Ho capito che la salute è l’unica cosa che conta».

Dieci giorni in terapia intensiva.
«Dieci giorni da incubo, mi sono preso una polmonite bilaterale molto seria, ho avuto paura di morire».

Si ricorda come si è contagiato?
«Perfettamente, è successo la domenica del derby con l’Inter».

Giornata infausta in tutti i sensi…
«Cominciata male e finita peggio. Dopo la partita sono andato a Roma per le elezioni federali: ho viaggiato in treno con Marotta, Ausilio, Capellini (a.d., d.s. e avvocato dell’Inter, ndr ) e abbiamo cenato all’hotel Cavalieri anche se io avevo programmato di farlo da solo in camera. Adesso che ci penso il tavolo era abbastanza piccolo… Risultato: tutti contagiati».

Quando l’ha saputo?
«Due settimane dopo, un venerdì, quando ho fatto il tampone. Domenica mattina respiravo malissimo, sono andato in ambulanza al pronto soccorso del San Raffaele e dopo gli esami hanno deciso di ricoverarmi subito».

Come l’hanno curata?
«Molto bene, ho trovato medici e infermieri di grande professionalità e un reparto d’eccellenza, un tendone costruito in tempi brevi al posto di un campo da basket e da calcetto».

Indossava il casco?
«No, ma avevo l’ossigeno 24 ore al giorno. Oltretutto, la terapia intensiva non ha finestre e io sono claustrofobico, quindi è stata una sofferenza non vedere la luce per così tanto tempo. Poi, finalmente, sono risultato negativo e mi hanno portato in reparto, dove sono rimasto per altri dieci giorni».

Anche Silvio Berlusconi è stato ricoverato al San Raffaele.
«Sì, ma non ci siamo visti. Scherzo ovviamente, mi mandava molti messaggini d’amore, era preoccupato. Mi è stato molto vicino, con la mia famiglia».

Come passava il tempo in reparto?
«Guardavo il cielo, era un’altra vita dopo quello che avevo passato. Pensavo che quello era il posto più bello del mondo».

Pensava al Monza? O al Milan?
«Diciamo che avevo altre urgenze, il calcio non era importante».

Cosa direbbe a un negazionista?
«Che è una follia pensare che questo virus non esiste o è una scemata che si risolve in fretta. E’ una cosa terribile invece. Ti manca il respiro, ti senti morire».

Come sta adesso?
«Benino, ma stanco. Il Covid ti lascia qualche conseguenza più o meno grave, sto prendendo una gran quantità di medicine. Faccio tutto quello che ordinano i medici».

Che tempi si prevedono per il recupero?
«Circa un mese, devo riprendere le forze, ho perso una decina di chili. Ma spero anche prima».

Il Monza l’aspetta per ripartire: solo due vittorie nelle ultime sei.
«Al più presto tornerò vicino alla squadra, l’ho sempre nel cuore».

Ha parlato con Brocchi?
«Sì, gli ho detto che sono pronto per affrontare le ultime 8 giornate, lo sprint finale verso la promozione in Serie A. Diretta, niente playoff».

Dopo il Venezia si è parlato anche di un suo esonero…
«Non commento cose che non ho visto».

Lei stava male e anche il Milan, come il Monza, era in crisi.
«Si vede che io e le mie squadre siamo molto uniti».

San Raffaele meglio di San Siro.
«In questo momento sì».

 

Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Dal Network

Le parole di Thiago Motta al termine della sfida pareggiata in casa contro il Monza...
I rossoblu hanno messo nel mirino il tecnico del Monza che è già stato accostato...
L'attaccante, simbolo del Bologna in questa stagione, non segna da oltre un mese...

Altre notizie

Forza Monza