Brocchi parte bene, segna con Maric ma non trova il bis. L’emergenza esalta Di Carlo: gioiello di Dalmonte e pari
L’emergenza fa bello il Vicenza. Dopo settimane trascorse a contare le positività al Covid, con allenamenti improvvisati e una sola dozzina di giocatori disponibili, sono arrivati due pareggi pesantissimi. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
Con giocatori che hanno raggiunto la squadra all’ultimo momento, sia a Empoli (Cappelletti) che a Monza (Bruscagin), ma che in campo hanno dimostrato di saper bene cosa fare, mettendoci forse qualcosa in più. Una bella soddisfazione per Mimmo Di Carlo, che dopo un brutto primo tempo ha fatto le mosse giuste per mettere in trappola Brocchi ed evitare una sconfitta che, dopo i primi 45’, pareva scritta. E bella soddisfazione anche per Renzo Rosso, ospitato dall’amico Adriano Galliani per un revival milanista con tanto di selfie nel pre-partita con Boateng. Nella sfida tra neopromosse, l’unico a sorridere è stato il signor Diesel.
Che calo il Monza
E’ stato un passo indietro per il Monza, reduce da 4 partite con 10 punti e pronto a fare il balzo in zona playoff. La ripresa ha deluso. Perché nella prima parte un gol è arrivato (grande stacco di testa di Maric su cross di Sampirisi dalla trequarti, con Perina un po’ in ritardo), accompagnato da diverse situazioni importanti (Mota dal limite, svirgolata di Da Riva su punizione di D’Errico, due tentativi di Maric), ma poi il gol del pareggio ha spaesato la squadra di casa.
La miglior difesa della B ha incassato il sesto gol grazie a una prodezza di Dalmonte, ma Carlos Augusto gli ha lasciato campo libero per arrivare fino al limite (stessa cosa poco prima era stata consentita a Gori) e Lamanna non è stato irreprensibile. Brocchi ha cercato di raddrizzarla con i cambi, ma la qualità buttata in campo è servita a poco, anche perché forse sarebbe stato necessario sbilanciarsi di più cambiando modulo. «Abbiamo tirato tanto e avremmo meritato di vincere – ha detto il tecnico – ma non siamo stati cinici». Sull’1-1 però le occasioni sono state estemporanee: ci ha provato anche Boateng, Mota non ha sfruttato un contropiede e Barillà di testa l’ha appoggiata a Perina. No, sarebbe servito un forcing più massiccio per raddoppiare, magari con giocate rasoterra in verticale: le rare volte che sono state proposte, sono riuscite bene.
Il risveglio del Vicenza
Al contrario Di Carlo ha mosso meglio i suoi uomini, cambiando gli esterni e invertendoli, comunque aggiungendo sempre attaccanti, senza chiudersi. Certo, nel primo tempo la fatica a uscire è stata evidente, anche perché il Monza recuperava palla in modo molto efficace. E così, a parte un tiro di Dalmonte alzato da Paletta (con deviazione finale di Lamanna), nella prima parte il Vicenza è rimasto a guardare.
Quasi rassegnato. Ben altra storia nella ripresa, con un atteggiamento più propositivo, l’occasione di Gori, il pareggio di Dalmonte e una fiammata finale di Vandeputte sventata da Lamanna che avrebbe potuto portare al colpaccio. Sarebbe stato troppo, sia chiaro. Ma sarebbe stato il modo migliore per ricordare l’ex portiere Ernesto Galli, scomparso a inizio settimana: c’era lui in panchina a gennaio 1988 nell’ultima vittoria del Vicenza a Monza.
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