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AMARCORD MONZA – Quando con il Chievo accorsero in 14 mila al Brianteo

Torna la rubrica di Fiorenzo Dosso sulla storia legata ai biancorossi e ai prossimi avversari

Delle tre promozioni biancorosse dalla C alla B che ho avuto l’onore di vivere e seguire come corrispondente del Corriere dello Sport-Stadio, quella del 1991-92 è stata – personalmente – la meno esaltante.

Certo, quando si centra un obbiettivo così importante e prestigioso c’è sempre legittima soddisfazione ma a distanza di anni ricordo con molto maggior entusiasmo quella del 1987-88 (il mio primo anno in tribuna stampa, l’abbraccio con Piero Frosio a Tortona, i gol di Gigi Casiraghi, la classe purissima di Giovanni Stroppa) e quella del 1996-97 (lo spareggio di Ferrara, le indimenticabili parole del grande Gigi RadiceIl Monza è il mio Real Madrid”, le fasce destre arate da Tonino Asta ed il fantastico campionato del capitano per sempre Fulvio Saini). Dell’annata comunque vincente 1991-92 mi restano flashbacks di minor intensità.

Alcuni comunque piacevolmente positivi: la lunghissima imbattibilità (28 giornate), le pochissime sconfitte (solo 2 – ad Empoli e a Ferrara – nelle prime 6 giornate), una difesa granitica (appena 15 gol incassati), il solito immenso capitan Saini e due leggeri folletti (Anselmo Robbiati e Paolo Mandelli) a fare differenza qualitativa là davanti.

Eppure … eppure … Nella testa picchiano, però, come tarli anche l’interminabile sfilza di pareggi (ben 19), alcuni 0-0 di una noia esasperante (Palazzolo, Massese, Arezzo, Triestina) e – soprattutto – una proposta di gioco sempre sparagnina. L’allenatore era Giampiero Trainini, persona molto affabile e disponibile, tecnico altrettanto ‘coperto’ e speculativo. Nel corso della stagione spesso sottolineai queste caratteristiche tutt’altro che spettacolari del suo Monza. Ma siccome nel calcio contano solo i risultati gli riconobbi onestamente di aver centrato l’obbiettivo. Perché si può non essere d’accordo con i suoi principi ma bisogna ammettere che “il fine giustifica i mezzi” di mister Machiavelli vale più di qualunque poesia.

Ed a suggellare la promozione in serie B ecco  – domenica 31 maggio 1992 – la gara casalinga con il Chievo. Grazie anche ai prezzi popolari attuati dalla società (mille lire per curve e distinti, diecimila per la tribuna), il Brianteo toccò il massimo storico della sua capienza: 14.000 cuori biancorossi pronti a far festa. I gialloblù – che da lì ad un paio d’anni avrebbero iniziato il loro miracolo calcistico – erano tranquillissimi a metà classifica ed al Monza sarebbe bastato un pareggio per tener dietro gli odiati cugini del Como (allenati peraltro dall’ex Frosio). Manco a dirlo fini 1-1 : Robbiati (su verticalizzazione di Mandelli) e Gori. Coerentemente con il resto della stagione fu l’ennesima X a stappare lo champagne.

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