Il commissario tecnico dell’Italia ha parlato anche della riapertura degli stadi che in Italia non è ancora prevista mentre in altri paesi europei è già realtà
Prima conferenza di inizio raduno a Coverciano, dieci mesi dopo l’ultima uscita della sua Nazionale, il 18 novembre scorso, 9-1 all’Armenia a Palermo. Ce n’erano ovviamente di questioni da affrontare, tecniche, tattiche (di cui accenneremo poi) e politiche. Questa a Mancini stava particolarmente a cuore: «Io spero che gli stadi non restino chiusi. E’ la prima cosa che serve. In Russia è prevista una capienza del 50%, in Francia la ripresa sarà col pubblico. Non si possono guardare le partite così, non si possono guardare gli sport in generale senza pubblico, dal tennis alla Formula Uno. Del resto è il calcio di base, i Dilettanti e i settori giovanili quelli che soffrono di più. L’augurio è quello che si possa mandare la gente allo stadio al più presto, in sicurezza, non solo per una questione di introiti ma per dare un segnale di normalità».
PRIORITA’. Già, la normalità “controllata” sembrerebbe una priorità. Non per Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che al Messaggero in edicola ieri ha spiegato: «Per noi la priorità è la scuola, ricominciare le lezioni. Il pubblico per gli eventi sportivi, mi spiace, non è una priorità, per il momento». In ambito assai meno ideologico, la commissione tecnico scientifica federale presieduta dal professor Zeppilli era in attesa da metà agosto di un riscontro positivo da parte del Cts almeno a proposito del calendario dei tamponi a carico dei club: da effettuare non più ogni quattro ma ogni sette giorni. Il silenzio ora si spiega anche attraverso le parole di Miozzo.
MISSIONE. Naturalmente Mancini ha affrontato anche altre temi più attinenti alla sua missione: «Mi piacerebbe ripartire bene, con entusiasmo, anche per i ragazzi, dalle certezze che avevamo: una nazionale che gioca bene, che diverte e si diverte. Queste saranno due partite diverse rispetto alle altre ma vorrei ritrovare subito la mia Italia».
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