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AIC: Anche i giocatori di Serie C vorrebbero provare ad allenarsi

Alla riunione di ieri, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti della terza serie italiana, il concetto è passato forte e chiaro

Il messaggio è forte e chiaro, i calciatori intendono tornare a giocare. Nella giornata di ieri, scrive il Corriere dello Sport, si è riunito il direttivo dell’associazione italiana calciatori. In collegamento telematico con i rappresentanti dei giocatori di serie A, B, C, dilettanti e calcio femminile. E’ stato ribadito che da martedì scorso il presidente Damiano Tommasi sta portando avanti nelle sue interviste pubbliche e nei colloqui con i vertici del calcio: i giocatori sono pronti a tornare ad allenarsi.

Per permettere che ciò accada sarà necessario sistemare il protocollo e renderlo ad hoc, come quello che seguono gli atleti di sport individuali, da applicare per quelli collettivi ed estenderlo per le prossime settimane. L’auspicio di Tommasi è che presto sia fatta chiarezza sulle condizioni per tornare in campo, in modo graduale, con i giocatori che potranno cominciare ad allenarsi in modo individuale nei centri sportivi dei vari club a partire dal 4 maggio.

La speranza è che il Governo possa tornare sui propri passi e modificare il protocollo che per ora non è stato ancora validato. L’idea è sempre la stessa, cominciare in modo individuale il 4 maggio e poi iniziare il 18 con allenamenti di gruppo, successivamente tornare a giocare a giugno, ma sulla ripresa del campionato c’è ancora un grosso punto interrogativo.

I giocatori hanno espresso la loro preferenza nella riunione di ieri, con una grossa maggioranza favorevole alla ripresa delle attività, con la speranza quantomeno di provare a giocare per terminare la stagione. A spingere sono soprattutto i giocatori del massimo campionato, avendo a disposizione delle strutture più sicure per introdurre i nuovi parametri sanitari diventati obbligatori dopo l’ultimo decreto governativo.

Meno tutelati sono invece i giocatori appartenenti alle categorie inferiori, con molte squadre che avranno più difficoltà nell’applicare il protocollo. Nonostante ciò vorrebbero provare a riprendere ugualmente gli allenamenti, anche se un numero di atleti teme per la propria salute soprattutto con i viaggi e le trasferte, dove è più facile essere a contatto con gli addetti ai lavori e contrarre il virus. Ma da parte di tutta la categoria degli atleti non c’è alcuna preclusione a riguardo.

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