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Allevi: “Manca il materiale di protezione per chi lavora. Il Governo aiuti il San Gerardo”

Il primo cittadino di Monza parla della situazione nel capoluogo della Brianza in prima linea nell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus

Oggi (ieri ndr), forse, è una giornata meno brutta rispetto agli ultimi giorni. A livello provinciale e anche a Monza città“. Il sindaco Dario Allevi fa parlare i numeri: “In città avevamo circa 20-30 casi al giorno, mentre oggi (ieri ndr) soltanto – tra virgolette – 9“. Lo riporta Il Giorno.

Il capoluogo della Brianza fa i conti con 223 positivi, ma “c’è una grande emergenza che devo affrontare il più in fretta possibile e riguarda i dispositivi di protezione individuale per il personale che deve comunque restare in servizio“. Allevi non nasconde la sua preoccupazione perché “al momento andiamo avanti grazie alle donazioni di due imprenditori, uno italiano l’altro cinese, ma a stringere i denti possiamo arrivare fino a lunedì, non oltre“. Servono mascherine e guanti per gli agenti della polizia locale e per tutti i dipendenti che lavorano in uffici strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza.

Per gli altri, “da quando è scoppiata questa situazione, in pochissime ore, siamo riusciti a mettere in smart working oltre 300 persone” su circa 850 dipendenti. Ma “il mio pensiero va anche al San Gerardo che in questi giorni sta soffrendo tantissimo – le parole del sindaco -. Ricevono continuamente pazienti anche dalle province di Brescia, Bergamo, Crema, Cremona, Lodi, Milano. Tutti gli operatori sanitari e i manager stanno subendo uno stress terribile eppure stanno facendo dei miracoli. E lo stanno facendo praticamente con gli stessi numeri di personale dell’inizio di questa emergenza. Come sindaco chiedo con forza e vigore alla Protezione civile, al Governo e alla Regione di pensare prioritariamente al nostro ospedale nella distribuzione dei rinforzi“.

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