Veneti travolgenti al Tombolato, biancorossi mai in partita. Giovedì sera al Brianteo il ritorno, ai brianzoli servirà un’impresa
Neanche il più scettico e il più pessimista in Brianza l’avrebbe immaginato così. Figurarsi
nell’ambiente biancorosso, dove la voglia di reazione dai rammarichi della regular season
aveva accompagnato la squadra di Brocchi nella preparazione al primo atto dei playoff. Eppure di questa reazione, di questa voglia, di questa determinazione di voler andare in Serie A, di raggiungere l’obiettivo stagionale e trasformare il Grande Sogno in realtà, neanche l’ombra. Lo scrive il QS.
I 90 minuti del Tombolato confezionano al Monza un disastro difficile anche da commentare, che potrebbe già essere fatale. Il Cittadella, nel cammino di un Monza che dalla sua non solo
aveva i favori del pronostico ma anche due risultati su tre a disposizione, è il primo ostacolo
in cui la squadra di Brocchi è inciampata, cadendo fragorosamente e la cui risalita difficilmente potrà completarsi in soli tre giorni.
Il primo atto della semifinale finisce 30, tutto firmato Baldini, attaccante che fino a gennaio
militava nel Fano, in Serie C, e che del monte ingaggi complessivo della compagine veneta di
poco superiore ai 3 milioni rappresenta forse lo spicchio più striminzito. Eppure i primi minuti sono quelli che sembrano consegnare al Monza una di quelle notti magiche che aveva sognato soltanto qualche tempo fa: Diaw segna subito, sarebbe stato il secondo in maglia biancorossa, ma per l’assistente la traiettoria da corner a uscire supera la linea di fondo.
Ayroldi annulla e sul ribaltamento di fronte il Citta passa: lo fa con il suo numero 92, abile a sgattaiolare alle spalle di Bettella e a metter dentro in spaccata. Questo mentre Paletta accusa l’ennesimo guaio muscolare e Brocchi a neanche un quarto d’ora dal fischio d’inizio è costretto a ricorrere al primo cambio forzato: fuori l’ex Milan, dentro l’ex di turno Scaglia. Proprio quest’ultimo, suo malgrado, rientra nel raddoppio che arriva a neanche mezz’ora di gioco: lancio lungo dal portiere, difensore superato e questa volta serve tutta la classe di Baldini per metterla giù, crearsi lo spazio e imbucare nell’angolo basso più lontano.
La reazione del Monza arriva, nervosa e tardiva. Solo nella ripresa la squadra di Brocchi va
davvero vicino al bersaglio grosso, lo fa in una sola circostanza: prima Dany Mota di testa, poi
Frattesi da due passi sulla respinta di Kastrati. Palla in curva. Il gol arriva ancora dall’altra parte, che non solo rende più rotondo e ancora più amaro il risultato, ma che complica ulteriormente le cose in vista del ritorno. La ribattuta sempre dell’attaccante scuola Inter a siglare il tris amaranto e la tripletta personale è il gol che costringerà Balotelli e compagni al miracolo giovedì sera (a proposito del 45: per lui ingresso a 8 giri d’orologio dal triplice fischio e poco tempo e spazio per incidere).
All’UPower Stadium il Monza dovrà ribaltare il risultato vincendo con tre gol di scarto per
regalarsi la finale e le ultime chance di promozione. Resettando condizione fisica e mentale in 48 ore. Un’impresa quasi impossibile, ma il motto di casa Monza, dettato da Silvio Berlusconi i, fa così: “Chi ci crede, vince”. Ora più che mai, è tempo di metterlo in campo.
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CON UN NON ALLENATORE ABBIAMO BUTTATO 2 ANNI…E LASCIAMO STARE L’ANNO SCORSO ABBIAMO VINTO SENZA ALLENATORE…ANZI BROCCHI CI HA REGALATO FIGURACCE CON SIENA PIANESE RENATE E AREZZO AL RITORNO….INQUIETANTE!!!
Questa squadra ha fatto 2 punti contro le ultime 3 in classifica nel girone di ritorno, ed è fatta di gente che non corre a parte Frattesi, Carlos e Mota. Mota, secondo attaccante, gioca a 40 metri dalla porta sulla sinistra. C’è una inadeguatezza nella gestione tecnica che giudico dilettantistica; i giocatori ci sono, ma non c’è la squadra e in un anno non si è mai visto il gioco.