Il Monza non molla. Il calendario aiuta Brocchi. E adesso spazio al tridente

I biancorossi si sono fatti recuperare 7 punti dal Lecce e 6 dal Venezia. Alla ripresa tre sfide con le ultime del campionato. L’articolo firmato Matteo Delbue su La Gazzetta dello Sport

Nessuna nuova, buone nuove per Cristian Brocchi. Più si allontana la pessima prestazione contro il Ve­nezia e più si affievoliscono le voci di un possibile esonero del tecnico biancorosso, che, a me­no di clamorosi colpi di scena, domani dirigerà gli allenamenti, alla ripresa dei lavori. Anche ieri dalla società non sono arri­vate dichiarazioni ufficiali, ma la sensazione è che i colloqui che si stanno svolgendo tra le varie componenti del club por­tino proprio alla conferma in panchina di Brocchi. Che dovrà ripagare la fiducia ricompattando un’ambiente che, tifose­ria compresa, ha vissuto con frustrazione gli ultimi (inaspettati) passaggi a vuoto.

Gambe

La ripartenza non è impossibi­le. Il calendario, dopo la sosta, dice Entella, Pescara e Ascoli: le ultime tre della classifica per fare bottino pieno e rimettersi in carreggiata in vista di una volata che il Monza può ancora vivere da protagonista. Ma ser­virà voltare pagina per invertire un trend di due sconfitte nelle ultime tre partite e due sole vittorie nelle ultime sei uscite. Nel girone di ritorno le gambe stan­no girando poco(e spesso a vuoto): la sconfitta contro il Ve­nezia è stata il culmine di un percorso che nel 2021 si è fatto di settimana in settimana più tortuoso, con il Monza che nel nuovo anno ha viaggiato più lento di tutte le big del torneo, racimolando 7 punti in meno dell’Empoli, 6 in meno del Lec­ce e 4 in meno del Venezia. Il Monza dal secondo posto è sci­volato al quarto superato appunto da Lecce e Salernitana.

Mentalità

Numeri a parte, è stato anche il campo ad evidenziare la fles­sione di un Monza che non vince due partite di fila da dicem­bre. La prestazione di sabato è stata lo specchio di una squa­dra che sta vivendo un periodo di appannamento, ben lontana dal gioco e dalla personalità che dovrebbe sprigionare una corazzata costruita per am­mazzare il campionato. Il Vene­zia ha letteralmente travolto la squadra brianzola: un Monza così pigro e senza fuoco non si sarebbe salvato neppure alzan­do il Mose. E la sosta dovrà quindi essere il momento per fare il pieno di motivazioni e capire su chi puntare in un fi­nale di stagione dove la sciabola sarà più utile del fioretto. Ma non è solo questione di atteg­giamento. La scelta di Brocchi di tornare contro il Venezia al 4­-3-­1­-2 con Boateng dietro le punte, non a caso, è coincisa con una prestazione senza idee e con poco ordine tattico. Il Boa è sicuramente un valore ag­giunto, ma per essere utile alla causa deve partire largo a destra, dove i polmoni di Frattesi e Donati coprono le sue (inevita­bili) mancanze in ripiegamen­to. Il miglior Monza si è visto quando ha sfruttato l’ampiezza del tridente: ripartire dal 4­-3-­3 può essere la mossa giusta per riprendere la corsa verso la A.

Redazione

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