Il portiere biancorosso ha subìto gol solo in una gara su 7: “Il Boa si sacrifica tanto, Balo vede la porta come pochi”
Ci sono parate possono cambiare il volto di una stagione. Proprio come quelle sfoderate a Venezia, un mese fa, da Michele Di Gregorio: un doppio miracolo su Ceccaroni e Forte che ha tenuto a galla il Monza, impostosi poi per 2-0. Una vittoria che ha dato il via alla risalita e che ha permesso al portiere di scuola interista di impossessarsi della maglia da titolare.
Di Gregorio, da quella partita di Venezia ha collezionato ben 6 gare senza subire reti in 7 partite. Si sente imbattibile?
“Per un portiere uscire dal campo senza aver preso gol è una soddisfazione. Ma il merito è di tutta la squadra: vedere che un campione come Boateng è il primo a sacrificarsi in fase difensiva è uno stimolo per tutti. Le squadre che vincono i campionati sono quelle che subiscono poche reti: siamo la miglior difesa, dobbiamo andare avanti così”.
In questo Monza il portiere deve parare, ma anche impostare l’azione. Come si trova con Brocchi?
“Molto bene. Il mister mi sta trasmettendo la sua mentalità: c’è un’idea di gioco precisa, che prevede l’impostazione dal basso, spesso dal portiere. E’ la prima volta che lavoro con questi concetti: sto cercando di migliorare anche nella lettura delle situazioni”.
Dieci punti nelle ultime quattro: la pausa invernale è arrivata proprio quando la vetta sembrava a un passo.
“Dal punto di vista mentale sarebbe stato meglio non fermarsi, ma a livello fisico avevamo bisogno di tirare il fiato: questo tour de force ci ha tolto energie e poi questi giorni ci servono per recuperare gli infortunati”.
Come Balotelli…
“Abbiamo bisogno di Mario: vede la porta come i grandi campioni. Sto conoscendo un ragazzo simpatico, che fa bene al gruppo: calciatori come Balotelli, Boateng o Paletta sono preziosi anche per trasmettere la loro mentalità vincente”.
Siamo quasi al giro di boa: quali sono i portieri che l’hanno impressionata?
“Gabriel del Lecce, Belec della Salernitana e Brignoli dell’Empoli. Non a caso difendono i pali delle nostre rivali più accreditate. E poi c’è la Spal che ha uno squadrone: la classifica è corta, bisogna lasciare per strada meno punti possibili”.
L’intervista di Matteo Delbue al numero 22 biancorosso su La Gazzetta dello Sport.
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