Tacchinardi: “Stop ai campionati? Premiamo chi come Monza e Mantova ha meritato sul campo”

Una vita passata sui campi di calcio, prima da talentuoso centrocampista di Juventus, Villareal e Brescia, poi da promettente allenatore sulle panchine di Pergolettese, Brescia, Lecco e Crema

Alessio Tacchinardi sa di cosa parla quando afferma che società e giocatori sono sì entrambi coinvolti nel tragico momento dovuto all’emergenza Covid-19 ma che devono essere i tesserati, in primis, a fare un passo verso quelle realtà che li hanno presi, pagati e fatti crescere.

Il mondo del calcio sta vivendo una situazione complicata, cosa ne pensa? «Sicuramente viviamo tutti una situazione molto pesante e delicata, l’augurio è che ci si possa rimettere in pista nel più breve tempo possibile ma la mia sensazione è che più che passa il tempo più sarà difficile per tutti. Sono amico di tanti presidenti di società e credo davvero che i prossimi 15 giorni saranno determinanti per tutto il sistema sportivo italiano di ogni livello: se in queste due settimane si riuscirà a cambiare registro ben venga, altrimenti avremo club costretti a chiudere e giocatori senza un lavoro».

I giocatori chiedono tutele economiche, i club puntano al risparmio per garantirsi un futuro, chi ha ragione? «Se la situazione non dovesse migliorare a breve io penso che si debba andare allo scontro e far capire ai giocatori che se non faranno un passo indietro le loro società usciranno dall’emergenza con le ossa rotte. Tommasi e i suoi devono capire che non ha senso che i calciatori prendano tre mensilità ora per poi non avere più nulla dopo, è meglio che tutti facciano un sacrificio importante per avere ossigeno poi. I giocatori devono ricordarsi che è grazie alle società se possono lavorare, senza club il 40% dei tesserati rischia di stare a casa. In Lega Pro, infine, bisognerebbe togliere le pesanti tassazioni che affliggono le società».

La diatriba verte anche sull’annullamento della stagione… «Se non si potesse tornare in campo in tempi brevi, cosa che dubito, credo che non sia giusto tirare una riga sulla stagione ma si dovrebbero premiare le prime in classifica che meritano la promozione, bloccare le retrocessioni e pensare a gironi più numerosi l’anni prossimo. Le prime, come il Mantova in serie D nel girone dove allenavo io il Crema, il Benevento o il Monza vanno tutelate e premiate».

Vive a Crema, sembra che ultimamente si possa intravedere uno spiraglio di luce nelle sue zone? «Per colpa del Coronavirus ho perso tanti amici e conoscenti, sembra che ci possa essere un leggero miglioramento ma le ambulanze le senti comunque passare tutto il giorno».

Redazione

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