Allo Stadio Brianteo si è tenuta la presentazione ufficiale di Ivan Juric come nuovo allenatore del Monza. Preso il microfono, non ha nascosto la grande carica con cui affronta la nuova panchina, facendo leva sull’esperienza maturata negli anni e sulla voglia di ripartire a mille all’ora insieme ai suoi giocatori: “Nelle prime tre settimane abbiamo spinto molto. I ragazzi hanno risposto bene, con fatica ma senza mollare mai. Sono molto motivato, si può fare bene e ho trovato tanti giocatori giovani con cui si può lavorare.” Il mister ha poi sottolineato l’importanza del suo percorso recente, ricordando come i momenti di difficoltà capitino a chiunque ma non debbano scalfire la fame e la determinazione.
Baldissoni lo presenta così
Al suo fianco, l’Amministratore Delegato Mauro Baldissoni ha introdotto il tecnico croato spendendo parole di grande stima per il suo percorso professionale: “Non serve presentarlo, visto che ha giocato e allenato in Italia. Mi dispiace che il calcio bruci in fretta la storia delle persone, vorrei ricordare che Ivan Juric prima di essere scelto dalla Roma ha fatto cinque campionati tra Verona e Torino finendo nella parte sinistra della classifica con squadre che magari non erano attrezzate. Siamo onorati di averlo con noi.”
La spinta di Juric e l’identità del nuovo corso
Nell’ultima parte della conferenza si è parlato delle linee guida per la costruzione della rosa. La filosofia è chiara: linea verde, fame e margini di miglioramento, pur nella consapevolezza che la rosa vada ancora puntellata e completata. Giocatori giovani, dinamici e con voglia di crescere (Akinsanmiro è il classico esempio portato dall’allenatore). La consapevolezza che serva ancora qualche innesto, considerando l’imprevedibilità tipica delle finestre di calciomercato. La certezza di essere partiti con il piede giusto e con le idee ben chiare sugli uomini su cui fondare il progetto.
C’è anche il video della conferenza di Juric, per approfondire l’argomento
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Abbiamo capito che saranno lacrime e sangue ed è giusto cosi visto la nostra realta.
Ho paura solo che con questa squadra si ripeta l’ultimo anno di serie A con meno di 20 punti alla fine.
Speriamo che i giovani crescano davvero
Il secondo allenatore straniero dopo il barone Nils Liedholm