Il Monza può arrivare in Europa

L'arrivo di un nuovo tecnico potrebbe significare un rilancio della squadra, al contrario di quanti, con un certo pessimismo, auspicano la salvezza come unico concreto obiettivo

Per il momento, è ancora calma piatta. Del resto la piazza è sempre stata tranquilla e non ha mai mostrato eccessi: nè in un senso, nè nell’altro.  A Monza si ragiona sulla nuova stagione, ma senza fretta.

Palladino ha preso la via di Firenze.  Questo è l’anno del valzer delle panchine. Mezza serie A dice addio al proprio mister per accogliere un volto nuovo. A Milano, casa Milan, a Torino sponda Juve e sponda granata, a Napoli, a Firenze appunto, poi  Bologna,  Verona, Monza, Cagliari.

In Brianza non ci sono pressioni nè aspettative. Il tifo è tiepido, sincero, schietto: alla buona. I suoi tifosi sono spesso imprenditori, liberi professionisti oltre che dipendenti pubblici o privati. Persino la Curva Pieri si distingue per una certa inclinazione alla cultura. Quello striscione che dice “Il calcio non afferisce alla sfera del business…” descrive compiutamente l’attitudine allo studio e alla lettura e un apprezzabile rigore per la forma; sfoggio di un’erudizione che è il sigillo di una città regale. Non le fa difetto dunque una postura anche linguistica oltre che estetica che esprime la cifra stilistica di una collettività abituata a fare da sè, senza acrimonia e bramosia, ma con la coscienza di saper comportarsi bene per raggiungere i risultati.

Per questo ci si divide oggi tra due possibili nomi di nuovi allenatori per la società calcistica che da due anni gioca nella massima serie. Uno è Alessandro Nesta gladiatore laziale; e l’altro Marco Baroni, celebrato come l’eroe della salvezza scaligera considerata impossibile a Gennaio.

Del primo piace la freschezza, del secondo l’attitudine al lavoro, così vicina alla filosofia del territorio brianzolo.

Il primo è considerato un’incognita e un esegeta del calcio moderno; il secondo ha l’aspetto del lavoratore consunto  dall’impegno, concentrato a realizzare risultati impossibili.

Dei due, quello impercettibilmente considerato più vicino alla filosofia del territorio pare il secondo. Baroni conosce Djuric, è abituato a solcare i campi di provincia e a mordere i garretti degli avversari se necessario. Il suo calcio coniuga all’estetica, una ferocia agonistica che con Palladino spesso è sembrata scomparire a seguito anche della scelta di tenere basso il baricentro della squadra.

Azzardo a parte, Baroni pare essere investito di un ruolo salvifico quasi fisiologico, ma questo Monza, per la sua rosa, potrebbe puntare anche a qualcosa in più: un posto in europa, magari; anche con le cessioni di Colpani e Di Gregorio.  Con un allenatore dei miracoli, sognare non costa nulla soprattutto se il modulo di gioco diverrà aggressivo come parecchie volte quest’anno il Verona di Baroni ha adottato soprattutto in casa. Contro la Juve, ad esempio, e contro lo stesso Monza aggredito alto all’UPower Stadium, memore anche della scoppola rifilatale dal Monza di Palladino in quel di Verona con la doppietta di Colombo.

Il Monza ha in dote una rosa che potrebbe a fine mercato persino essere rinforzata. Si fanno dei nomi: Perin e Miretti dalla Juve, Maldini potrebbe restare, Vignato e Caprari rilanciarsi. Se arrivasse anche un altro buon difensore, essendo completi sulle fasce, la squadra sarebbe già bella che fatta. E con dell’ottimo materiale tecnico. Arrivasse anche Kean dalla Juve, la squadra sarebbe davvero al completo e pronta per fare risultati fuori dall’ordinario.

Impossibile? A Baroni hanno cambiato 11 giocatori al Verona nel mese di Gennaio quando la proprietà ha avuto problemi amministrativi. Ed è andata a giocarsela con chiunque. Anche contro Juve e Inter. Pareggio finale della Juve al Bentegodi,  e vittoria nerazzura con  aiutino al 96 minuto. Salvezza acquisita con una giornata d’anticipo.

Se al Monza le motivazioni saranno portate al top, con una buona rosa l’Europa è una vetta conquistabile.

Adelante, biancorossi

 

 

Redazione

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4 Commenti
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IVANO
2 anni fa

Prima di tutto la salvezza non mi dimentico da dove arriviamo , siamo il MONZA la serie A l’abbiamo sognata per generazioni ora teniamocela stretta il più a lungo possibile.

Mario Marini
2 anni fa
Reply to  IVANO

Appunto fare 45 punti per 10 campionati non sarebbe male, nella classifica perpetua di serie A arriva nelle prime 20

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