Dopo tre settimane di pausa, il Monza è pronto a tornare in campo. Domenica alle 15 i biancorossi saranno ospiti della Lazio allo stadio Olimpico, in una sfida che Ivan Juric considera particolarmente impegnativa.
Alla vigilia del match, l’allenatore ha fatto il punto sul lavoro svolto durante la sosta, sulle condizioni dei giocatori rientrati dalle Nazionali e sulle caratteristiche della formazione di Rino Gattuso.
La sosta e il lavoro sui giocatori
Per Juric, la pausa ha rappresentato soprattutto un’opportunità per permettere ad alcuni elementi di recuperare condizione e accumulare minuti.
“La sosta è servita per giocatori come Ngonge e Zeballos, fare amichevoli e mettere minuti nelle gambe”, ha spiegato il tecnico. “Non sappiamo l’effetto, bisogna fare subito click con la testa e entrare subito in campionato”, ha aggiunto Juric.
E l’avversario non sarà semplice: “Partita mega impegnativa contro una squadra che va forte”.
L’obiettivo è aumentare la concentrazione
Il tecnico ha individuato nella gara contro il Lecce uno dei momenti nei quali il Monza ha mostrato le maggiori difficoltà. “La partita dove non abbiamo fatto bene è a Lecce dove su tre piazzati abbiamo preso tre gol. Lì abbiamo fatto male”, ha ricordato.
Secondo Juric, la risposta deve partire soprattutto dall’atteggiamento. “In quei frangenti è fondamentale la voglia di non prendere gol, essere cattivi, indipendentemente dal fisico”, ha spiegato.
La richiesta alla squadra è quindi precisa: aumentare il livello di attenzione nelle situazioni difensive. “Dobbiamo alzare il livello di massima concentrazione”, ha sottolineato.
“La Lazio è rinata con Gattuso”
Juric ha dedicato parole positive alla Lazio e al lavoro svolto dal nuovo allenatore. “Mi piacciono molto, hanno giocatori ‘di Premier’ con gamba e forza”, ha dichiarato.
“Attaccano molto quando hanno spazio, quello che hanno ottenuto è meritato. Hanno anche trovato un grande equilibrio difensivo con Belahyane centrocampista centrale”.
Grande stima anche per Gattuso: “La sua carriera parla per lui, ho grande stima. Non ha paura, è andato ad allenare in Grecia e Croazia, va dritto per la sua strada”. La conclusione è netta: “La Lazio oggi è rinata con lui”.
Juric si aspetta quindi un confronto ad alta intensità. “La partita per noi sarà tostissima”, ha affermato, citando la velocità e la capacità di corsa di alcuni giocatori biancocelesti come Frattesi, Taylor e Zaccagni. Secondo l’allenatore, la Lazio è “la squadra che corre di più ad alta velocità”.
Tornqvist confermato in porta
Per quanto riguarda il portiere, Juric ha indicato chiaramente la propria scelta. “Adesso giocherà Tornqvist e spero di non cambiare più”, ha dichiarato. Il giocatore sarà quindi chiamato a difendere la porta del Monza nella trasferta dell’Olimpico.
Juric ha poi parlato della scelta di allenare il Monza e delle sensazioni maturate durante queste prime settimane. “Sono molto contento del club e di come lavoriamo, sono curioso di sapere dove arriveremo, c’è la sensazione che si possa crescere”, ha spiegato.
“Va bene e possiamo andare oltre, ci sono giocatori che stanno giocando meno e arriveranno”, ha aggiunto. Il giudizio sul gruppo resta positivo: “Il gruppo lavora, c’è sintonia e mi stanno confermando quanto ho visto da subito”.
Varela e il rientro dei nazionali
Tra i giocatori tornati dagli impegni internazionali c’è Gustavo Varela, che ha avuto oggi il primo giorno di lavoro con la squadra. Juric ha comunque ribadito la propria fiducia nell’attaccante: “Oggi era il primo giorno per Varela, ma di lui mi fido”.
Indicazioni positive anche per Goglichidze, che durante la sosta ha giocato tre partite. “La pausa è servita a Goglichidze perché ha fatto tre partite e l’ho visto più convinto”, ha spiegato il tecnico.
“Kouadio ha perso tempo”
Più critico invece il giudizio su Eddy Kouadio, convocato dall’Italia ma mai utilizzato da Mancini. Juric avrebbe preferito avere il giocatore a disposizione durante la sosta per lavorare quotidianamente con il Monza.
“Per me ha perso tempo. Sì è stato convocato, è stato là, però sono due settimane e mezzo di lavoro che avrei preferito facesse qua”, ha dichiarato.
Il tecnico ha comunque riconosciuto il valore della convocazione: “Bene che si sia avvicinato alla Nazionale, ma è meglio rimanere qua se poi non gioca”.


