L’attaccante del Monza, Andrea Petagna, ha deciso di aprirsi e raccontare la sua storia in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Un racconto intimo e senza filtri, che svela i momenti bui degli ultimi 18 mesi che lo hanno portato a cadere, ma anche a rialzarsi.
Un anno e mezzo difficile
Petagna inizia descrivendo il difficile periodo che ha attraversato, segnato da vicissitudini personali. “Sono stati un anno e mezzo durissimi”, racconta l’attaccante. La malattia di suo figlio e la separazione dalla sua compagna sono stati colpi durissimi che l’hanno debilitato, tanto da compromettere il suo rendimento sul campo. “Ho fatto fatica a restare concentrato sul mio lavoro. Nessuno mi è stato vicino. A Milano ho un solo amico, tutti gli altri sono spariti”, aggiunge Petagna.
Il percorso di crescita interiore
Il punto di svolta arriva quando Petagna, stanco della sua condizione, decide di affidarsi a uno psicologo. “Io stavo male. Tutto è cominciato da una polmonite che mi ha tenuto lontano dal campo per due mesi, senza poter vedere mio figlio”, ricorda. L’aiuto professionale si è rivelato fondamentale: “Sono andato da uno psicologo, mi è servito”, ammette. E oggi, grazie a quella terapia, Petagna si sente un uomo diverso. “Oggi sono un uomo maturo e sono veramente felice. Sono stato forte. Dico grazie a me stesso, sono cresciuto tanto”, afferma con orgoglio.
Il riscatto sul campo
Il ritorno alla normalità non è stato immediato, ma è arrivato attraverso un lavoro intenso e una forte motivazione. “I primi fischi sono stati dai tifosi”, racconta Petagna, ricordando le difficoltà della scorsa stagione, quando il suo impegno non veniva compreso. “L’anno scorso, dopo le partite, restavo in campo ad allenarmi, prendendo fischi e insulti”, ammette. Tuttavia, la sua determinazione ha prevalso, e quest’estate è arrivato il riscatto: “In estate, alla presentazione, mi hanno applaudito e mi ha fatto piacere”, racconta emozionato. “L’anno scorso? Il più nero. Ero triste e negativo, arrabbiato perché non mi facevano giocare. Non stavo bene, ok, ma in A ho fatto 49 gol e volevo arrivare a 50. Ho rosicato, ma lo prenoto per l’anno prossimo”. E sulla società Monza parole di stima: “Questa squadra vuole vincere e ho avuto ragione: grazie alla società che mi ha tenuto. E quando mi sono fermato dieci giorni, il ds Burdisso mi ha mandato un messaggio bellissimo: sono tornato ancora più carico”.
Un’estate di lavoro e il ritorno a brillare
Petagna ha continuato a lavorare senza sosta, soprattutto nel periodo estivo, con un programma di allenamenti specifici. “Sono stato dal Prof Tognaccini in Toscana e in Sardegna a fare un lavoro specifico che mi ha rigenerato”, spiega. Il risultato è evidente: “Dal primo giorno di ritiro, lo staff ha cominciato a dire che ero quello che serviva. Volevo riscattarmi e mi sono allenato più di tutti”, conclude con determinazione.



Noi da te vogliamo tanti gol, siamo tifosi; ma il primo augurio che ti faccio è di stare bene.
💪💪 forza Andrea
noi critichiamo i giocatori (normale, quello fanno e noi li vediamo in campo), ma dimentichiamo spesso che sotto la maglia c’è un uomo. Siamo ben felici di riapplaudirti, Andrea, così ci piaci molto. Ti auguriamo di segnare il 50 e anche il 60 in A. Se con noi, meglio ancora.