Un derby perso è una cosa, un derby perso così è un’altra. La partita del Monza contro il Como è finita dopo 40 minuti, ad essere buoni forse è finita con la doppia occasione Keita-Mota in avvio di ripresa. Sta di fatto che la lotta non è durata tanto e che un secondo tempo così arrendevole, con i lariani a palleggiare in faccia ai biancorossi che cominciavano il pressing dietro la propria metà campo, è una vergogna che vale quanto l’ultimo posto in classifica.
E allora bisogna essere severi nei giudizi, al contrario di quanto detto da Nesta a Dazn. Il mister non voleva infierire sui ragazzi, ma con tutto il rispetto è doveroso farlo. Perché questa volta il discorso non è di assenze e “troppi giovani”, come spesso, anche giustamente, è stato sottolineato. Questa volta a mancare è stata la voglia di difendere la propria gente e di combattere che i “senatori” non hanno avuto.
Escludendo Bianco, visto che parliamo di giocatori maturi, si può assolvere il solito Izzo, non certo alla sua miglior partita in biancorosso ma che per lo meno la testa sulle spalle l’ha tenuta per 95 minuti. Assolviamo anche Mota, che ha fatto il gol e creato qualche presupposto offensivo. Ma il resto? Deludono due dei curriculum più prestigiosi in rosa, come D’Ambrosio e Gagliardini, che di derby se ne intendono. Male tutti i subentrati, a partire da Castrovilli e Caprari che non sono riusciti a portare peso offensivo, ma anche Caldirola, che sì, ha come grossa attenuante il rientro dopo mesi, ma a livello di grinta è ben lontano dai suoi standard. Male Kyria, sottotono Birindelli, Keita e Akpa, disastroso Pereira.
Il più giovane di questi citati è Birindelli, 25 anni, al terzo anno di Serie A con il Monza. Questa volta non ci si può nascondere: la squadra è senza carattere. E la responsabilità se la devono prendere i giocatori più esperti, che nemmeno davanti a un derby, in casa, hanno trovato la forza mentale almeno per perdere combattendo. Certo, infierire è brutto, ma un derby perso ha delle conseguenze. Deve averle. Ormai non c’è più tempo nemmeno per salvare la faccia.



Schifosi fino al vomito
“E’ STATO MEGLIO LASCARCI, CHE NON ESSERCI MAI INCONTRATI” (F. De Andrè) Questo pensavo mentre seduto in tribuna, tra glorie recenti e passate del Monza, vedevo scorrere i fotogrammi del derby di ieri: ennesima puntata di una di quelle serie TV che ti prendono all’inizio ma poi scadono a farsa e continui a guardare solo per vedere fino a che punto riescono ad arrivare. La serie A, metafora della vita, ha cominciato a lasciarci pian piano, senza farsi capire subito, partita dopo partita, malanno dopo malanno, fino a spalancare la porta sull’ignoto. Forse i dottori erano sbagliati, forse hanno solo… Leggi il resto »