Turati: “Sono un portiere un po’ matto. A Monza per Galliani”

Cresciuto nell’Inter, tifa nerazzurro e ora dovrà difendere la porta del Monza proprio sfidando Lautaro

Stefano Turati è un ragazzo solare, estroverso, espansivo. «Un po’ matto – dice lui -, come quasi tutti i portieri…». Lo scorso anno ha fatto la prima stagione completa in Serie A al Frosinone, negli ultimi giorni di mercato è planato sul pianeta Monza e domenica sfida l’Inter, società in cui è cresciuto e di cui è tifoso. Scrive La Gazzetta dello Sport.

Turati, che partita sarà?
«Difficile, i nerazzurri sono forse la squadra più forte in questo momento in Italia: speriamo bene…».

Lei da bambino è cresciuto nell’Inter, poi è stato scartato: la prese bene?
«Ero piccolo, non ho neanche elaborato bene quello che è successo. E oggi dico: ogni società decide legittimamente cosa fare, evidentemente ero meno bravo di altri, nessun problema».

Come pensa di fermare l’attacco dei nerazzurri?
«Siamo una squadra, ci vuole la collaborazione di tutti: io da solo potrei fare poco. Contro le grandi squadre serve anche un po’ di fortuna e nel calcio non si sa mai».

Lo scorso anno, quando era al Frosinone, ha preso gol da Dimarco da oltre 50 metri: sensazioni?
«Ovviamente ci restai male. Secondo me non voleva tirare in porta, però è un parere personale. Resta il fatto che fece un gran gol, con una traiettoria perfetta, del resto lui è un grande giocatore, cresciuto moltissimo negli ultimi anni».

Come è arrivato a Monza?
«Sono in prestito dal Sassuolo, che ringrazio per avermi lasciato partire: io volevo restare in Serie A per il mio percorso di crescita e loro, in testa l’a.d. Carnevali e il d.s. Palmieri, mi hanno accontentato. Il resto lo ha fatto Adriano Galliani: è stato molto convincente e la cosa mi riempie di orgoglio. Perché lui è un uomo di calcio, uno che ha vinto tutto e sentirlo interessato a me mi ha fatto un certo effetto. Il primo contatto c’è stato a inizio estate, prima dell’inizio dei ritiri, poi il tutto si è concretizzato a fine agosto e ora sono felice di essere qui».

Cos’altro ha inciso sulla scelta?
«Mi sono confrontato con il mio grande amico Di Gregorio e lui mi ha parlato benissimo di Monza, delle strutture, della serietà della società e di… Alfredo Magni, il preparatore dei portieri. Questa è una figura che nel mondo del calcio viene sottostimata, invece è importantissima, per me fondamentale».

Magni è colui che ha cresciuto Gigio Donnarumma: quali sono i sui portieri preferiti?
«Maignan, Sommer e dico anche Di Gregorio».

Con il neo juventino siete proprio amici…
«Si, siamo cresciuti assieme, abbiamo vissuto una stagione bellissima nel Renate e abbiamo anche un gruppo Whatsapp con dentro pure Matteo Cincilla che oggi gioca nel Pavia. In quel Renate io ero il terzo portiere, avevo 15 anni, e Di Gregorio il primo».

C’è un allenatore che ha inciso più di altri sulla sua crescita?
«No, nel senso che ho imparato qualcosa da tutti, ho sempre cercato di prendere il lato più positivo dei tecnici, anche dal punto di vista umano. Mi sono sempre trovato bene con tutti e qui a Monza c’è grande intesa anche con Alessandro Nesta».

De Zerbi, che l’ha fatta debuttare in Serie A al Sassuolo a 18 anni contro la Juventus di Ronaldo, un giorno ha detto che lei è un po’ matto. Sua mamma ha confermato: lei che ne pensa?
«Sì, un po’ è vero, ma nel senso buono del termine. Non sono certo uno tranquillo, ma sono una persona rispettosa e professionale, quello mi va riconosciuto…».

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Brigante
Brigante
1 anno fa

Piú matto che portiere

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1 anno fa

E la prima regola di un portiere

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1 anno fa

Al Monza per Galliani? E tutto guadagnato per te perché con il suo modo di fare ti farà crescere come uomo e come calciatore..

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