Un’Italia inguardabile pareggia contro la Croazia e si salva all’ultimo istante. Passiamo agli ottavi, praticamente all’ottavo minuto di recupero del secondo tempo. Un segno che gli dei per una sera guardano con benevolenza agli azzurri.

Gli svizzeri ci attendono agli ottavi e di certo gongolano: hanno buone opportunità di prenderci a pallate, data la giovane età media della squadra. Gli azzurri continuano invece  l’inguardabile serie di partite di questo europeo, per una pluralità di ragioni. La prima è da addebitare certamente al commissario tecnico che riesce a sbagliare tutto quello che si può sbagliare. Chiesa e Zaccagni fuori, malgrado siano i due migliori della squadra, Darmian a sinistra completamente fuori ruolo, mentre Raspadori e Retegui totalmente nulli davanti. Le occasioni migliori le abbiamo con Bastoni e il gol lo dobbiamo ad un’azione personale del giovane Calafiori anche lui tra i migliori degli azzurri e sicuramente futuro della difesa azzurra nei prossimi anni. Il quale tuttavia non ci sarà contro la Svizzera per l’ammonizione presa

Il secondo grande problema della nazionale è il basso tasso tecnico dei giocatori che la compongono: Jorginho, Chiesa e Calafiori a parte, questa formazione soffre di limiti tecnici che è destinata a pagare probabilmente già nella prossima partita.

L’altro aspetto è fisico e tattico: la squadra non pressa, non attacca il portatore di palla, va ad una velocità indegna e porta sempre troppo la palla. Il risultato è di essere scontati, prevedibili e soprattutto alla portata di una squadra, quella croata, composta da vecchietti che malgrado tutto menano come fabbri, hanno al contrario un alto tasso tecnico e in Modric un giocatore di valore assoluto

Anche l’Italia ha un vero fuoriclasse: Donnarumma. al 53′ è lui a fermare Modric dal dischetto parando in modo spettacolare un rigore che avrebbe potuto spaccare la partita. Non fa in tempo ad esultare che un minuto dopo, sull’ennesimo miracolo del numero uno azzurro, Bastoni si perde Modric che su respinta sotto porta insacca inesorabilmente. L’Italia perde fiducia, non sa cosa fare, tracheggia cercando di alzare il baricentro, e si becca diversi contropiede che i croati non sfruttano.

Quando tutto sembra perduto, ci vuole l’esuberanza di Calafiori che avanza palla al piede fino al limite dell’area, sgancia su Zaccagni che segna alla Del Piero come fece nella semifinale con la Germania nel 2006.

Salviamo la pelle e andiamo agli ottavi. Nel 1982 dopo tre partite eravamo più o meno in questa stessa condizione ai mondiali spagnoli. Solo che allora avevamo una squadra straordinaria. Cosa che questa non è. E si vede.

 

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