La partita forse migliore della stagione. Il Monza contro la Lazio disputa un incontro volitivo, brillante, in cui gli esterni saltano l’uomo e arrivano spesso al tiro. Saranno, a fine incontro, 11 contro i 5 dei biancazzurri che soffrono gli avanti biancorossi: Al 96′ saranno ben sette gli ammoniti della squadra di Tudor. Uno solo il cartellino giallo sventolato ai biancorossi: di nuovo lui, Donati.
La partita è stata equilibrata nel primo tempo, con la squadra di Palladino tuttavia che ha sprecato tra clamorose occasioni da gol. Benissimo ad inizio incontro Zerbin che va per vie centrali, dialoga bene con Djuric e al 5′ va vicino al gol. Poi su cross di Birindelli è Valentin Carboni da solo sotto porta al 22′ a sbagliare di testa. Infine Bondò al 38′ di nuovo servito dalla destra colpisce il pallone di testa che rimbalza e finisce sopra la traversa.
Nella ripresa invece il Monza attacca con Sempre maggiore pressione senza creare grandi occasioni fino al gol del pareggio di Djuric che dopo l’ennesimo cross, porta Zerbin a colpire di testa, il portiere laziale para, e Djuric ribadisce in rete. Siamo al ’28, e il Monza ha da 4 minuti sostituito Kyriakopoulos, Valentin Carboni e Birindelli. Cioè per l’ennesima volta Palladino cambia gli esterni cui subentrano a destra Donati e a sinistra Mota e Carboni con Akpa. Ridisegna la formazione mettendo Pessina vicino a Djuric. I centrali di centrocampo sono di nuovo i due mastini Bondò e Akprò; a centrocampo cerca di dare freschezza al versante sinistro dove la Lazio stava soffrendo. Qualche minuto dopo il pareggio cambia anche Zerbin e mette Caldirola, uomo più di contenimento e conclude di ridisegnare la difesa. È al 38′ su di un errore di Donati, con un retropassaggio a DiGregorio gira la palla in modo troppo molle, Akprò è in ritardo, Di Gregorio fuori dai pali. Il gol del vantaggio biancazzurro è un gentile cadeau dei padroni di casa offerto in dote a Vecino che non ha che da spingere la palla in porta.
Padroni di casa che però ripartono avendo avuto per l’intera seconda parte il controllo del gioco. Su un cross dell’inesauribile Pessina, arriva il gol del pareggio. Cross da sinistra in area laziale, zuccata del serbo che buca Mandas. Il Monza ne avrebbe ancora mentre la Lazio è ormai in ginocchio, stanca fisicamente e mentalmente.
Troppo tardi per andare ad acciuffare una vittoria che sarebbe stata meritata. Il nervosismo tradisce Vecino, che zompa su Pessina e genera un parapiglia. L’arbitro capisce che è arrivato il momento di portare le squadre negli spogliatoi e fischia la fine.


