L’esperimento di inserire Bondo al fianco di Gagliardini, spostando Pessina sulla trequarti, è bocciato. Non che il giovane francese abbia sfigurato, anzi, ma è palese che nel match contro il Torino ci siano stati due Monza: uno impaurito con il capitano a vagare sulla trequarti e un altro arrembante con il numero 32 al fianco di Gagliardini in mediana.
Il dinamico duo non può essere sciolto, perché il centrocampo con loro è garanzia di quantità e qualità. Dovrà tenerlo a mente mister Palladino che alla ripresa troverà un Cagliari da non prendere sottogamba. Ranieri è un volpone della panchina ed è un maestro nella lettura delle partite, ragion per cui ogni falla tattica può produrre gli effetti che Di Francesco, Gilardino e per certi versi anche Allegri hanno dovuto subire.
Il Monza gioca un calcio molto articolato e l’intelligenza tattica di Pessina nel cuore del centrocampo è insostituibile. Senza il capitano a fare da collante tra i reparti non può essere Gagliardini, da solo, a farne le veci. L’ex Inter non ha i tempi da regista, ma ha bisogno di essere libero di muoversi in verticale. Ragion per cui con Bondo affianco ha sofferto, mentre con Pessina a fare da play tutta la squadra è salita di livello.
Ecco perché alla ripresa c’è da aspettarsi un ritorno della coppia italiana, mentre sulla trequarti sarà da valutare il rientro di Vignato insieme a Colpani alle spalle di Colombo.



Secondo me oltre al giocatore, é proprio il modulo. Quando difendiamo a 4 se pressati abbiamo meno linee di uscita e dobbiamo sfruttare Colombo di sponda. Ma se non fischiano i falli. Con la difesa a 3 abbiamo geometrie più consolidate con gli esterni ad aiutare in alternativa, e riusciamo meglio a ripartire dal basso e superare senza patemi la prima linea di pressione avversaria
Se ci aggiungessimo Bondo diventerebbe da Conference