Il centrocampista e capitano del Monza si racconta, tra un ricordo del Presidente Silvio Berlusconi e il passato all’Atalanta
“Con l’Atalanta ho giocato in Champions, ma a Monza ho sposato il progetto. Mister Palladino dice che dopo una sconfitta io sono di umore nero perché ho un senso di appartenenza differente. Il mister ci ha già messo in guardia spiegandoci che gli avversari ora sanno come giochiamo. Ma noi dobbiamo puntare a quegli obiettivi che nella scorsa stagione abbiamo solo sfiorato. Europa? Così direbbe Galliani…”. Così, al ‘Corriere della Sera’ il capitano del Monza Matteo Pessina.
“Nel 2015 con il fallimento del Monza, i dipendenti non ricevevano lo stipendio. Galliani avrebbe potuto prendermi a zero ma pagò 30 mila euro al club per consentire a magazzinieri e fisioterapisti di ricevere la busta paga” aggiunge Pessina. “Berlusconi? Siamo sconvolti anche se lui è presente a Monzello: le sue parole tappezzano i muri del centro sportivo. Galliani è stato abile a rassicurarci dicendo che ha la facoltà di gestire il club e la situazione non muterà rispetto al passato”.



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