L’analisi del quotidiano dopo il pareggio casalingo dei biancorossi arrivato contro il Brescia
Che il cammino si sia fatto più complicato è un dato di fatto: con il pareggio contro il Brescia, il Monza non è più padrone del suo destino. Dovrà passare da Frosinone, vedersela con il Benevento e sognare a Perugia. Scrive il QS.
E in tutto questo dovrà sperare in almeno mezzo passo falso di Cremonese e Lecce, tenendo a bada la corsia di sorpasso che Benevento, Pisa e Brescia sperano di imboccare in questo rush finale di stagione. È una pazza Serie B: senza un’unica rivale, che non lascia spazio a calcoli e previsioni. Una consuetudine per la cadetteria, ma quest’anno la follia sembra voler raggiungere vette ancora inesplorate.
Arrivare a giocarsela da protagonisti, fino alla fine, per il secondo anno consecutivo, è già un risultato che certifica la bontà del lavoro e del progetto di Adriano Galliani in primis. Sostenuto, quest’ultimo, da pillole statistiche che non lasciano troppo spazio a interpretazioni. Partiamo dal fondo, da un girone di ritorno che il Monza ha iniziato con un deficit di poche altre, forse nessun’altra: devastata da casi Covid, quella di Stroppa è una squadra che passato capodanno è tornata in campo ad allenarsi dopo quasi un mese di inattività.
Un brusco stop a un ruolino di marcia da grandissima, che ha dovuto per forza di cose vedersela con un abbassamento della condizione che ha compromesso il cammino in avvio di nuovo anno: 13 punti su 27 disponibili tra gennaio e febbraio, dopo i 17 su 21 conquistati tra novembre e inizio dicembre. Eppure, quella brianzola, è la squadra che ha ottenuto più punti nel girone di ritorno, 32, portando il suo attacco ad essere il secondo della categoria (56 gol fatti, meno 4 rispetto al Benevento) con la quarta miglior difesa (33 reti subite, 4 in più rispetto al Lecce fermo a 29).
Un saldo nel quale non incide la presenza di un bomber da doppia cifra, perché chi ha segnato di più è Valoti, centrocampista, con 10 gol, e una difesa fortemente penalizzata dagli infortuni di Marrone (fuori 10 partite) e Paletta, fermatosi ancora ultimamente contro il Como. Defezioni che non hanno, però, mai scalfito lo spirito di gruppo. Ecco perché quella di Stroppa, dal gioco innovativo pur non sempre attraente, è la squadra che vanta all’attivo più giocatori con almeno 5 gol segnati. L’arma in più per i brianzoli.



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