Valoti e Gytkjaer dal dischetto: Bisoli ko. Stroppa avanza e aggancia la Cremonese
Quella di Cosenza poteva essere una trappola insidiosa ma il Monza l’ha superata a pieni voti, pur non giocando una bella partita e grazie a due calci di rigore, e ha raggiunto la Cremonese al secondo posto. C’era il rischio dell’inciampo contro un’avversaria assetata di punti, in lotta per la salvezza. E invece la squadra di Stroppa con pazienza e intelligenza ha superato il muro che aveva preparato Bisoli, condizionato dalle assenze. Scrive La Gazzetta dello Sport.
Le mosse
Due difensori centrali titolari squalificati (Camporese e Rigione), hanno infatti spinto il tecnico di casa a cambiare modulo: niente difesa a tre ma un 4-2-3-1 con due esterni (Di Pardo e Liotti) più difensori aggiunti che trequartisti offensivi. Per cui non è stato facile per il Monzai trovare gli spazi in cui infilarsi e arrivare dalle parti di Matosevic. Le due volte che Gytkjaer ha trovato uno spiraglio in cui andarsi a infilare ha sfiorato il gol di testa su angolo di Barberis ed è stato anticipato da Vaisanen in seguito a una penetrazione di Ciurria dalla destra.
Primo rigore
Dopo un quarto d’ora è arrivato l’episodio che ha sbloccato la partita: è stato bravo Valoti a incunearsi in area, ingenuo Situm a buttarlo giù. Rigore trasformato dallo stesso numero 10, al suo primo gol nello stadio in cui da bambino tirava i primi calci a un pallone: suo papà Aladino era uno dei pilastri del centrocampo nel Cosenza tra il 1999 e il 2001. Da quel momento in poi non si è più giocato: evidente la difficoltà del Monza nel superare la difesa a oltranza predisposta da Bisoli il quale, visto che la sua squadra non si è mai affacciata dalle parti di Di Gregorio, ha sostituito uno spento Palmiero con Laura passando al 4-4-2. Ma non è servito, considerato che il Monza ha segnato il secondo gol con Mota Carvalho (bella la giocata e l’assist di Carlos Augusto) poi annullato dalla Var per la posizione in fuorigioco di Gytkjaer davanti a Matosevic.
Secondo rigore
Il secondo tempo ha regalato qualche emozione in più, con il Cosenza che è andato vicino al gol con Carraro (colpo di testa su punizione di Liotti). Un lampo, niente di più, perché il solito Gytkjaer avrebbe potuto chiudere la partita, a seguito dell’ennesima incursione di Carlos Augusto, se non avesse trovato sulla sua strada Matosevic. Il centravanti danese però il settimo centro stagionale lo ha firmato su calcio di rigore (fallo di Sy su Ciurria). Ed è qui che è stata messa la parola fine al match, con il Monza bravo a gestire il doppio vantaggio senza sprecare tante energie. «Non è stata una bella partita ma era quello che volevamo: vincere. Non abbiamo rischiato e la prestazione mi ha soddisfatto. Non era facile contro un Cosenza che ha chiuso tutti gli spazi», dirà Stroppa.
Dall’altra parte, nonostante l’arrivo di Bisoli, l’attesa svolta non c’è stata: 6 punti in 10 partite. Involuzione evidente rispetto a Ferrara: poca cattiveria e il primo tiro verso la porta del Monza è arrivato dopo la mezzora della ripresa. Troppo poco per una squadra che vuole salvarsi, nonostante la forza dell’avversario. «Ma io non mollo, sono qui per provare a dare la salvezza attraverso il playout», le parole di Bisoli, la cui posizione resta a rischio. E giovedì sera si torna in campo: al Marulla si gioca il recupero con il Benevento.


