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QS: Peccato Monza, così è svanito il sogno Serie A

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Il punto del Quotidiano Sportivo sull’impresa sfumata dei biancorossi contro il Cittadella

L’impresa non è riuscita, il sipario sulla stagione del Monza cala senza il “coupe de theatre”
che tutti si aspettavano. O meglio: che tutti, all’U­Power Stadium, speravano. Lo si è letto e visto anche sul petto dei circa 150 addetti ai lavori che hanno gestito le operazioni allo stadio ieri sera, tutti vestiti rigorosamente con maglia bianca, logo del club e scritta “crediamoci” a caratteri cubitali. Scrive il QS.

Che però, sul campo, si è tramutata soltanto in grande spettacolo, ma non nel ribaltone. La partita il Monza la fa, tutta all’attacco sin dalle prime battute. E la vince anche, ma non quanto basta in 90 minuti che a Cristian Brocchi e all’ambiente biancorosso hanno consegnato
soltanto tanta delusione per come è andata una stagione che da queste parti doveva essere
quella della storia, del Grande Sogno.

Lo zampino lo mette Mario Balotelli, quando però il cronometro segnava già il minuto 13 della ripresa. Poi anche D’Alessandro, ma troppo tardi per pensare di ribaltare un parziale che dalla
partita d’andata pesava come un macigno sull’andamento della doppia semifinale. Proprio il numero 45, di nuovo titolare dopo più di due mesi, è quello che già nel primo tempo era andato più vicino al bersaglio grosso in due occasioni: prima trova Kastrati, poi sfiora il palo sulla sua specialità, il calcio piazzato.

Il Cittadella, dal canto suo, chiude linee e spazi per poi ripartire non senza creare grattacapi dalle parti del portiere Di Gregorio. Nulla può, però, il muro granata per frapporsi tra Supermario e la sua voglia di gol a inizio ripresa: cross basso dalla sinistra di Carlos Augusto e piattone aperto per Balo che insacca a porta vuota in una selva di maglie avversarie. È il gol che spazza tutti gli schermi e che consegna a Brocchi – ultrà in panchina – un’altra speranza.

Boateng (decisamente sottotono) esce per far spazio a D’Alessandro: una freccia che vale il gol del raddoppio e che regala al catino infuocato di Monza un finale pirotecnico. Un assalto continuo e asfissiante, che non è bastato però a cambiare l’esito del doppio confronto. In finale ci va il Cittadella, affronterà il Venezia in un atto conclusivo tutto in salsa veneta. Per il Monza, invece, è l’alba di una nuova rivoluzione tra campo e panchina.

Per ripartire con un nuovo obiettivo e lo stesso Grande Sogno: quello di ritrovarsi, tra un anno, a festeggiare una Serie A che oggi rappresenta soltanto un rammarico grande così.

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