Braida: “Galliani è un fratello. Monza può andare direttamente in A”

L’intervista del quotidiano al grande amico dell’ad biancorosso oggi dirigente della Cremonese

Il passato dice Monza, Milan e Barcellona. Ma soprattutto trasuda di storia e trofei. Il presente di Ariedo Braida, artefice con Adriano Galliani del grande Milan berlusconiano, si chiama Cremonese nel ruolo di Direttore generale. L’intervista al QS.

Un destino, il suo, che domani incrocerà sulla sua strada il braccio destro di sempre: “Adriano per me è un fratello, lui lo sa. Ho vissuto con lui per decine d’anni, non so neanche quanti. Quando non stava bene ero preoccupato, ora l’ho sentito bene. Ci sentiamo sempre, tutti i giorni, ma della partita non abbiamo parlato“.

Vi siete già rivisti all’andata. Diverso dalle poltrone dei grandi stadi europei…
“… E sembravamo due ragazzi che andavano per la prima volta a vedere una partita allo stadio. Io ho giocato nel Monza e ho fatto il ds, lui ne è sempre stato tifoso da quando è nato. Poi abbiamo fatto tanto altro… E vinto anche qualcosina“.

Si è abituato ora alla Serie B?
“Il calcio è bello sempre. Se la passione ti anima non ci sono problemi, puoi andare in qualsiasi squadra. Io mi fermo anche a vedere i ragazzini in un campetto. Senza passione dove
vai? Pensi… Ho visto PsgBayern, partita spettacolare. Il giorno dopo ho visto la mia Primavera contro il Pordenone e mi è piaciuta uguale. Mi anima la passione, ho dentro il fuoco, il calcio è come una droga: quando lo lasci, per chi l’ha vissuto come me, dopo un po’ ti manca…“.

Sentimenti che sarebbero serviti al ‘nuovo Milan’ che stava nascendo. Perché non ci è andato allora?
“Guardi: ho ricevuto telefonate da club italiani, tre club stranieri di cui non faccio i nomi. Del Milan non ho sentito nessuno, questa è la verità“.

Classifica alla mano cosa pensa?
“Che è ancora tutto possibile“.

Anche la promozione diretta del Monza?
“Certo. Se fai un filotto torni in pista. Guardi noi: con un bel ruolino abbiamo fatto un salto pazzesco, la partita contro il Cosenza ci ha cambiato la vita, poi abbiamo vinto gli scontri diretti. Siamo risaliti dall’inferno, ma non nominiamo la parola playoff: cerchiamo di fare del nostro meglio per vincere, in ogni partita“.

Allora è vero che la Serie B è tra i campionati più belli in assoluto.
“Non esageriamo. È molto equilibrato, questo sì. A parte l’Empoli, che mi è sembrata la più
forte, poi c’è equilibrio, puoi vincere e perdere contro qualsiasi avversario. Tutte le partite devi sudare“.

Anche Balotelli sta facendo fatica.
“Ci si aspetta sempre tanto da lui perché ha grandi potenzialità. I colpi li ha ancora, può tirarli fuori in qualsiasi momento”.

Lei l’intuizione Carnesecchi l’ha vinta.
“Ha delle potenzialità fantastiche, enormi. Può diventare un portiere importante ma ha bisogno di giocare e maturare. Matu­ra­re. Ormai si tende a esaltare un giocatore al primo gol o alla prima parata, bisogna andarci cauti, si tende a spettacolarizzare tutto. Nel calcio bisogna avere tanta, tanta, tanta e ancora tanta umiltà. Senza questa, è finita. Un tiro che va dentro o sul palo cambia la storia, ed è solo questione di centimetri“.

Redazione

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